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Archive for the ‘VARIE’ Category

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Il Mayflower (letteralmente “fiore di maggio”) fu la nave con la quale i padri pellegrini, salpati il 6 settembre 1620 da Plymouth (Inghilterra), raggiunsero gli attuali Stati Uniti a Cape Cod due mesi dopo, l’11 novembre.

I padri pellegrini, dopo una lunga negoziazione, grazie all’amicizia di William Brewster con Sir Edwin Sandys (tesoriere e funzionario della prima azienda inglese in Virginia, nonché responsabile della colonia), ottennero nel 1619 una concessione dalla Compagnia della Virginia che assicurava loro parte della propria zona settentrionale in nord America nella valle del fiume Hudson.

Investirono gran parte delle loro risorse, strinsero un contratto finanziario con un commerciante in ferro, Thomas Weston, ed affittarono una nave ,che in precedenza era appartenuta alla famiglia fiorentina Guicciardini, di qui il nome fiore di maggio (cioè il giglio, simbolo fiorentino per antonomasia), decisi a dar vita sotto la protezione inglese a una remunerativa attività di commercio,di caffè e the.

Il gruppo di 102 passeggeri non era omogeneo: molti erano membri della congregazione, ma si erano uniti anche un certo numero di famiglie e di altre persone che speravano di migliorare la propria situazione economica.

Il viaggio

La nave era un galeone a tre alberi di circa 180 tonnellate alla cui guida c’erano i padri pellegrini Carver e Brewster.

Nel settembre del 1620 a bordo della Mayflower partirono da Plymouth( Inghilterra) e dopo circa due mesi fecero il loro ingresso al porto di Cape Cod, poi a Provincetown (Massachusetts) ;11 novembre 1620 dove costituirono la Convenzione di Mayflower che diede origine al loro governo.

Rinunciando alla concessione ottenuta, sbarcarono l’11 dicembre sulla costa occidentale del Massachusetts, dove fondarono la Colonia di Plymouth, riconosciuta ufficialmente il 1º giugno 1621. Secondo la tradizione, il punto esatto in cui i padri pellegrini misero per la prima volta piede a terra nel Nuovo Mondo è contrassegnato dalla Roccia di Plymouth, che può essere tuttora vista sul lungomare della cittadina.
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Tra i passeggeri della Mayflower: Christopher Jones capitano e co-proprietario; John Alden, organizzatore del viaggio e fondatore della colonia; John Carver, primo governatore; William Bradford, che venne nominato governatore alla morte di Carver e venne rieletto per 30 volte consecutive.

Il Mayflower lasciò Plymouth il 15 aprile 1621 e riattraccò al porto in Inghilterra il 16 maggio.

La storia è in realtà complicata perché il nome Mayflower era all'epoca molto frequente per le navi e non si conosce con certezza il nome del cantiere navale che la costruì.

Sandwich
Ci dirigiamo verso Sandwich
Prima cittadina a Cape Cod, e la più antica, tante belle case bianche,in legno immerse nei boschi e quello che mi ha colpito venendo da Boston, è stato il verde che ci ha accompagnato lungo tutta la strada, bellissimi boschi da dove sembra potrebbero spuntare i nativi( gli indiani) da un momento all’alltro..
Arrivati a Sandwich, un mercatino :

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E deliziosi berretti fatti dalla signora che poi li vende.
Verso il mare
un pontile distrutto da un uragano e poi ricostruito con le donazioni di tanti( e i loro nomi sono stati incisi sulle tavole)porta all’oceano attraversando un vasto terreno in parte paludoso

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Arriviamo a Falmouth, dove dormiremo questa notte e domani, domani mattina ci imbarcheremo sul ferry che ci porterá a Martha’s vineyard, è il regalo di compleanno di mio figlio Tommaso, dice che ne ha sentito parlare in casa da quando aveva 4 anni..

(altro…)

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definizione  di   “madre”:paziente(spesso..), tenace, affettuosa(qualche volta..) ,presente, instancabile..,volete aggiungere qualcosa?

Ricordo la frase di un libro dell’Allende, dove descriveva la nonna che era riuscita a far crescere dei vitigni importati amorevolmente dalla Francia, nel terreno aspro del Cile:”con la tenacia di una madre..”ecco, riconosco soprattutto questa qualità, la tenacia, le madri che non mollano mai…

 

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foto 4(18)Florence leona Christie è la madre qui fotografata:”migrant mother” di Dorothea Lange

Born Florence Leona Christie
September 1, 1903
Indian Territory, Oklahoma, U.S.
Died September 16, 1983 (aged 80)
Scotts Valley, California, U.S.
Resting place
Lakewood Memorial Park
Nationality American, Cherokee
Occupation Agricultural laborer
Known for Dorothea Lange‘s photograph
Spouse(s) Cleo Owens (c.1898–c.1931) m. 1921
George B. Thompson (1902–1974)

mi ero quasi dimenticata.. poi hanno chiamato i figli.. e allora auguri a tutte le mamme del mondo, con questa bella carrellata di immagini e una canzone(ma si chiamano ancora canzoni?)un po’ irriverente, per la verità, dei Pink Floyd, ma giusto per riflettere.. l’altro lato della medaglia..

 

 

Qui la traduzione:

Mamma, pensi che sganceranno la bomba?

Mamma, pensi che gli piacerà la canzone?

Mamma, pensi che proveranno a rompermi le palle?

Mamma dovrei costruire il muro?

Mamma dovrei candidarmi come presidente?

Mamma dovrei fidarmi del governo?

Mamma mi manderanno in prima linea?

Mamma è solo una perdita di tempo?

 

Silenzio, ora piccolino, non piangere.

Mamma farà avverare ogni tuo incubo.

Mamma ti inculcherà ogni suo timore.

Mamma ti terrà al sicuro sotto la sua ala

Certo non ti farà volare, ma forse ti farà cantare,

Mamma terrà il suo bambino al caldo e coccolato .

Ooooh piccolino ooooh bimbo mio oooooh,

Non ti preoccupare ti aiuterà mamma a costruire il muro.

 

Mamma, pensi che lei vada abbastanza bene — per me?

Mamma, pensi che sia pericolosa — per me?

Mamma, porterà via con sé il tuo bambino?

Mamma, dici che mi spezzerà il cuore?

 

Silenzio, ora piccolino, non piangere.

Mamma controllerà tutte le tue amichette per te.

Mamma non permetterà che si avvicini nessun malintenzionato.

Mamma ti aspetterà alzata finche non rincaserai.

Mamma riuscirà sempre a scoprire dove sei stato

Mamma terrà sempre il suo bambino sano e pulito

Ooooh, piccolino, oooh ,bambino,

Sarai sempre il mio bambino.

 

Mamma era necessario che io fossi così protetto?


 

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“In Italia troppe feste, troppe teste e troppe tempeste” (Proverbio rinascimentale francese e spagnolo, quando in Italia 1 giorno su 3 era festivo).

Ho un ricordo della Pasqua a Bologna , da mia nonna, quando si “scioglievano “le campane la nonna mi faceva bagnare gli occhi..

Questo serviva a preservare la vista di tutti, donne, bambini e anche gli uomini sospendevano il lavoro nei campi (e sì, lavoravano anche di domenica) per bagnarsi con l’acqua dei fossi

Le campane hanno sempre avuto grande importanza nella vita dei cristiani. Dall’alto dei campanili delle chiese suonano tutti i giorni per annunciare la celebrazione della messa o altre funzioni religiose: benedizione eucaristica, battesimi, matrimoni, funerali. Tacciono soltanto il Venerdì Santo e il Sabato Santo, cioè nei giorni in cui si ricorda la morte di Gesù. In tale occasione le campane sono “legate”, una parola che oggi ha un significato metaforico, ma che in passato rispondeva alla realtà. Un tempo, infatti, le campane venivano effettivamente legate con una corda, affinchè non emettessero alcun suono, neanche qualora fosse il vento impetuoso a farle oscillare. E venivano sciolte a Pasqua. Anche oggi si usa dire che a Pasqua “si sciolgono le campane” per indicare che a mezzanotte tra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua le campane tornano a suonare, gioiosamente, per ricordare la risurrezione di Gesù

 

 

 

 

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Gli uomini fin dai tempi più antichi sentono il bisogno di sottolineare il passaggio da una stagione all’altra, per mettere in risalto l’affermazione di un tempo in cui si può sperare nella sopravvivenza.

La Pasqua è una tradizione in tutto il mondo che coinvolge molte usanze ritenute dalla  maggior parte delle persone di origine cristiana.  In realtà non è così, infatti questa festività affonda le radici in un passato molto più  lontano e antico. Il termine “Easter“, con cui in inglese si designa la Pasqua, ci riporta ad una antica divinità pagana dei popoli nordici, la dea Eostre, assimilabile a Venere, Afrodite e Ishtar, la quale presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi. Ad Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata  in forma di lepre o di donna dalla testa di lepre. Il  collegamento  della dea con questo animale è dovuto alla sua vivacità e alla sua fertilità. Dal nome della dea si fa risalire anche il termine usato per definire l’equinozio di Primavera, chiamato dai popoli celti prima “Eostur-Monath” e successivamente di Ostara oppure Oestara.  Oestara è uno degli otto sabbat neopagani; si celebra il giorno dell’equinozio di primavera ed è condivisa relativamente da tutte le religioni pagane moderne. Celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita. Astronomicamente l’equinozio di primavera è il momento in cui il sole si trova al di sopra dell’equatore celeste, è l’inizio della metà luminosa, quando le ore di luce superano le ore di buio. E’ il primo giorno della primavera, la stagione della rinascita, associata presso varie culture a concetti come fertilità, resurrezione, inizio. Le antiche tradizioni ci offrono infatti tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita. Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all’Equinozio di Primavera. La nuova festa cristiana, ancora priva di un nome, in certe lingue assimilò anche la nomenclatura della vecchia festa. Ancora oggi, infatti, in inglese la Pasqua è chiamata Easter, e in tedesco Ostern. Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalla festa cristiana. Tra questi la lepre di Eostre è diventata  l’odierno  coniglio pasquale, Easter Bunny, che porta in dono le uova, simbolo di fertilità e prosperità, simbolo dell’embrione primordiale da cui scaturisce l’esistenza. Così le uova pasquali si ricollegano alle tradizioni pagane in cui si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio. Da qui ne deriva che l’uovo di Pasqua, oggi rigorosamente di cioccolata, affonda le radici nella tradizione antica di regalare uova come buon augurio. In Germania ad esempio ed in molti paesi anglosassoni, vi è l’usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal “coniglio pasquale“, in Inghilterra si fanno rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio si rompe e, in alcune regioni, i giovani fanno porta a porta la questua delle uova. Questa tradizione è ripresa poi anche dai pani dolci a forma di zig-zag, gli “hot cross buns” (il cui  nome deriva proprio dalla croce disegnata) una sorta di panini dolci con uvetta e cannella che si consumano tradizionalmente nel periodo di Pasqua, in particolare di Venerdì Santo. Si tratta di una ricetta antichissima a cui nei secoli sono state attribuite una serie di proprietà magico-terapeutiche. I buns–che secondo la leggenda non ammuffivano- appesi al soffitto della cucina venivano conservati come porta-fortuna fino alla Pasqua seguente e ridotti in polvere venivano usati per curare ogni genere di malanno. Un’ultima leggenda riporta la storia di una vedova il cui figlio, marinaio imbarcato, non fece più ritorno a casa. La madre ogni giorno sfornò un panino con la croce appendendolo alla finestra con l’augurio di riabbracciare il figliolo. Da allora il popolo inglese avrebbe mantenuto vivo il suo ricordo continuando a fare gli stessi panini. Al di là delle presunte virtù miracolose  sono veramente ottimi e profumatissimi.

http://www.tradaction.eu/news__3/le-antiche-origini-della-pasqua_ID430.html

 

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http://littlecottonrabbits.typepad.co.uk/free_knitting_patterns/2008/01/knitted-easter.html

http://www.ravelry.com/projects/Susisanne/easter-eggs

 

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PASQUA

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L’ultima cena di Leonardo Da Vinci
L’Ultima Cena è un dipinto parietale a tempera grassa su intonaco di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498 e conservato nell’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Tra un gomitolo e l’altro, un po’ di cultura ,da Wikipedia :http://it.wikipedia.org/wiki/Pasqua

Gesù Cristo ed i suoi dodici Apostoli intorno ad un tavolo per celebrare, con alcune ore di anticipo, la Pasqua Ebraica, prima di essere arrestato.

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo.Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua cristiana presenta importanti legami, ma anche significative differenze, con la Pasqua ebraica.
La Pasqua ebraica, chiamata Pesach (pasa’, in aramaico), celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l’immolazione dell’agnello e il pane azzimo.
La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore vide il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34). La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche ‘festa degli azzimi’. La tradizione ebraica ortodossa prescrive inoltre che, durante la Pasqua, i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate strettamente a questa ricorrenza.

Con il cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. La Pasqua cristiana è quindi la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo alla Pesach dell’Esodo.

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Quest’ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici: Filone d’Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell’anima.La Pasqua ebraica può essere intesa anche come attesa per il Messia.

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna (dal greco antico patein, παθείν, pàthos) racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale.

I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nei giorni in cui ricorreva la festa ebraica; inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all’Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

« Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »

http://it.wikipedia.org/wiki/Pasqua

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Venerdì 14 marzo, ore 9,15, treno Frecciarossa per Bologna, mi accompagna la fedelissima Patrizia, innamorata della maglia, e eletta a mia “agente”..naturalmente si tira  fuori immediatamente il lavoro a maglia.. e in valigia ci sono ferri, ferri circolari, libri ecc

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A Bologna una cognata-amica ci viene a prendere, e ci porta a Bazzano, delizioso paese a mezz’ora da Bologna, dove ci aspetta Isabella, la proprietaria del negozio Macramè

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Isabella ha aperto il negozio, nel cuore antico del paese, da poco più di 6 mesi, ed è un vulcano di energie e di idee.

Arrivano le partecipanti alla full immersion, 8 con Patrizia e Isabella ,che assiste alla lezione tra una cliente e un’altra.

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Questa è l’immagine del “disordine creativo” di un negozio che lavora,  tra maglia, ricamo,cucito e quant’altro..534383_10203386305448464_167061206_n

10001580_10203386308208533_1855568531_nAlcune delle partecipanti, una viene per fortuna da Bologna, e sarà lei a portarci e riportarci nei 2 giorni seguenti..

1897797_10203391910748593_1908219480_nPraticamente tutte sanno lavorare con i circolari e molte hanno già fatto cose bellissime, come questo cardigan con trecce e trafori, modello illustrato nel blog, qui:http://lamagliadimarica.com/2013/09/01/cardigan-trecce-meraviglioso/, e lavorato con lana Trilli di Campolmi..

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1911644_10203391910428585_259881366_nIniziamo, e cerco  di capire cosa “non” sanno fare, e iniziamo dal montaggio delle maglie con il ferro in mano(per i circolari)

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ma la richiesta a gran voce è naturalmente il topdown.. che abbiamo fatto in versione mini e che fa innamorare tutte quante.

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Riporto qui tutte(o quasi, gli argomenti trattati sono stati veramente tanti..) le altre  tecniche di cui si è parlato, e ho messo i video di riferimento (dove ho potuto) sia perchè le partecipanti possano rivederle, sia per le lettrici del blog; per cui, tenetevi caro questo post, che direi si rivolge a chi ha già un livello di conoscenza della maglia più avanzato.

Ritengo che niente meglio di un video possa illustrare una tecnica, non sono mai riuscita a capirci nulla da un disegno di un libro o da una foto.

Per cui anche se   in inglese, sopportate con pazienza la chiacchierata iniziale, anche se non la capite, ma osservate il video.

Siamo passate quindi :

ai ferri accorciati,

le diminuzioni a gruppi,

i vari tipi di  cuciture, (come unire parti a m rasata e a legaccio),la ripresa delle maglie,ritrovate questo tipo di spiegazioni “basiche” cliccando qui

il montaggio provvisorio delle maglie,

la chiusura delle maglie con 3 ferri(per spalle e cappuccio ecc):

la chiusura delle maglie a punto maglia:

lo scollo a V: si divide il lavoro in due parti, e sul diritto del lavoro, si lavora fino alle ultime 3m prima della divisione centrale: si fa un’accavallata poi si lavora al dir l’ultima m,  poi con un altro gomitolo, si lavora al diritto la prima m dell’altra parte ,si lavorano 2 m assieme, e si finisce il ferro.

Ferro succ rov, al f succ si ripetono le diminuzioni fino ad ottenere il n di ma volute per la spalla..

Si era parlato delle cuciture della spalla al corpo, e non abbiamo avuto tempo di illustrarlo; metto qui un video che sarà utile a tante:

….e dedicando ad ogni argomento più o meno tempo a seconda della difficoltà..ma non è stato solo lavoro, la pausa pranzo del sabato era a base di mortadella, ciccioli, crescente e ..Lambrusco..!!!

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:questa è la “crescente” modenese, o “gnocco ingrassato” condita con i famigerati “ciccioli”..

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Ci siamo salutate domenica  con un arrivederci , magari a giugno a ..RODI…. che è il prossimo progetto di incontro, ultima settimana di giugno.. ma ve ne parlerò  presto..

Grazie ragazze , mi avete fatto ritrovare  le mie origini..

Vi dedico questa bellissima di Dino Sarti:

…sono tornata a casa e…VIVA l’Emilia!!!

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Lucia ,persona   ecclettica e di buon gusto,  che mette in tutto ciò che la circonda, ha un piccolo negozio, piccolo ma che sembra la grotta di Alì babà: guardate gli scialli, stupendi in seta:

IMG_20140215_001708e le borsettine:

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le bomboniere  :

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i tessuti di arredamento:

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i vetri e le ceramiche:

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Lucia e il suo team organizzano anche matrimoni  matrimoni.

Se passate dalle sue parti andate a trovarla:

” cocci e confetti “
piazza Lecce 15…ROMA

http://www.coccieconfetti.it/

e poi,ha anche un altro negozio a Gubbio.

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AUGURI DA :”LUCY”..

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http://silvanascricci.files.wordpress.com/2010/12/lucy-linus-snoopy.jpg?w=500

dal blog di :

http://silvanascricci.wordpress.com/2010/12/

mi è sembrato un blog interessante, mi riservo una lettura più approfondita….

Come ho già avuto modo di dire su queste pagine,ogni tanto accade  qualcosa che fa uscire la “Lucy” che è in me, (ad esempio alcune  richieste come:bello questo modello che hai pubblicato misura 3 mesi, potresti darmi le indicazioni per farlo per 12 anni…?) ;e cercando nel web le vignette di Linus su Lucy, ho potuto constatare che io e Lucy abbiamo molte affinità..quindi ve le propongo oggi, protagonista la mitica Lucy, tanto per farvi capire di cosa stiamo parlando..

Ma  scherzi a parte, sono molto felice di avere passato un altro anno in vostra compagnia, siete tante e  con i vostri commenti e contributi, mi fate sentire utile.

Un felice anno nuovo, quindi e vediamo cosa il 2014 ha in serbo di buono per tutti noi.. speriamo di BUONISSIMO!!!

E ora il meglio di LUCY-MARìCA..

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E infine l’impareggiabile Lucy nelle vesti di “psicoanalista”:

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PS:   ho una confessione da fare:in una delle mie tante vite, ho anche lavorato per alcuni anni, come psicoterapeuta di gruppo…

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Ricevo da Venezia:

“Ciao Marìca,

E’ da un pezzo che seguo il tuo blog, e ti ringrazio per gli splendidi spunti che ogni giorno ci dai.
Siamo un gruppetto di amici che amano trovarsi per ‘ knittare’ e fare due ‘ciacoe'(le ciacole in veneto sono chiacchere) in compagnia nella provincia di Venezia.
L’anno scorso abbiamo istituito il” mercoledì di filo”,in cui facevamo qualche lavoretto manuale. Tra gli amici , Nicola ha voluto imparare a lavorare a maglia per scacciare brutti pensieri di un amore perduto.
Ecco la sua prima sciarpa….siamo quasi commossi, ti mando la sua foto..
Ciao cara Marica
Con affetto
Milena
Buon natale
Ed ecco la sciarpa di Nicola, beh a giudicare dalla lunghezza della sciarpa,questo amore deve averlo veramente fatto soffrire, ma ha trovato il modo per esorcizzare la sofferenza, e l’ha trasformata in qualcosa di positivo, e bravo Nicola!
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Complice il fatto di essere la felice madre di 3 figli maschi, mi ritrovo quasi sempre(senza il quasi, sempre..!) a preparare il  pranzo di Natale ,per 12 persone, totalmente con le mie forze a cominciare dai tortellini fatti 10 gg fa ( e conservati in freezer), all’apparecchiatura della tavola, e poi i regali;per i regali dei bambini a  dire il vero quest’anno sono stata aiutata da una nuora volenterosa( .. che legge il blog…!), quest’anno c’era ancora Tommaso in casa, quello che si è sposato..l’altro ieri..,tornato dopo le nozze a Londra, ritornato a Roma per Natale, e oggi riparte per il viaggio di nozze, meta: Filippine; dice che ci sono posti e spiagge bellissime e che ancora tutto costa meno, soprattutto a Natale, e passando per ..Singapore, poi torneranno a Londra, dove terminerà la tesi del dottorato, torneranno a Roma in febbraio per festeggiare i rispettivi compleanni e poi via, per una nuova avventura, il post dottorato a Boston..la cosa buffa è che quando la coppia è a Roma, benchè sposati, ognuno dorme a casa propria, e a me sembra che debba uscire per andare all’Università, non mi capacito che porti la fede..

Quindi grandi manovre e naturalmente ..tortellini!

Quest’anno a Roma qualcuno in più avrà sulla tavola i tortellini, cerco infatti di diffonderne la tradizione, con qualche lezione e attirando  a farli amiche e parenti.. per farli  insieme, le foto che seguono sono una dimostrazione del gradimento; la tavola apparecchiata prima dell’arrivo ..dei barbari:

foto 3(3)Il servizio dei piatti è deco ed era di mia nonna

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ed eccoli, i magnifici 5, Flavia ,come sempre, ha chiesto il bis e …il tris..

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e.. ricordate il coprispalle che ho fatto per la sposa? eccolo in versione..sexi:

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Il particolare dei bottoncini(nello sfondo una delle nonne di Camilla, la vigilia di Natale in casa dei novelli consuoceri)

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beh, per essere praticamente il primo lavoro che faccio per un’adulta, e senza nemmeno le misure, non è male che ne dite?

Oggi invece, dopo aver accompagnato Tommaso all’aeroporto..pranzo di S:Stefano a casa di un’altra  consuocera, l’altra nonna di Flavia a cui le figlie hanno pensato bene di regalare per natale,..un cane, un cucciolo di Jack Russel di 60 gg,, e non vuoi fargli un cappottino.. ho trovato nel mio caveau un lavoro lasciato in sospeso, che è diventato il cappottino per ..Jack..!

Chi l’ha ricevuto sembra felice …

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..è bastato fare 2 aperture per le zampette davanti.. ma non avevo visto quant’è piccolo..la ricerca di un modello mi hatto scoprire un nuovo mondo: i “dog coat” che saranno spunto di future pubblicazioni..!

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..non solo lana..

..non si vive di sola lana, ma anche di cioccolata e caffè..!, una chicca per terminare il PRANZO DI NATALE (e aumentare i trigliceridi..):

IL “bicerin”

 

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Dal bellissimo blog:”La Cucina Economica”

per 4 persone

una tazzina di caffè bollente zuccherato, molto forte, 80 g di cioccolato fondente, 250 g di latte, 1/2 cucchiaino di fecola di patate, 2/3 cucchiaini di zucchero, panna montata Spezzettate finemente il cioccolato e fatelo sciogliere nel latte caldo: in seguito aggiungete lo zucchero e la fecola, facendo bollire il tutto per un minuto e sempre mescolando. Mettete il composto in un bicchiere di vetro resistente al calore ed aggiungete il caffè zuccherato, terminando con la panna montata e una spolverata di cacao

e..il segreto di una torinese doc,la mitica Nonnalu..

“Segreto da non divulgare: far scorrere il caffè sul cioccolato, facendolo scivolare sul dorso di un cucchiaio in modo che i due liquidi non si mescolino , bensì si sovrappongano. Ma non dirlo a nessuno!”

VI RICORDO che ho anche un blog di ricette(non lo seguo tanto a dire il vero..) :”I MARICA..RETTI!”dove potrete trovare qualche ricetta per il pranzo di Natale:http://maricaretti.wordpress.com/

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