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Archive for the ‘VARIE’ Category

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Questo il nome originale( almeno quello dell’antica Roma)

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina “feriae Augusti” (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica o i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

A STORIA – Tutto o quasi, è concesso a Ferragosto, almeno dal 18 avanti Cristo, da quando Augusto imperatore battezzò nel suo nome questo mese, facendone un’unica lunga festa: le «feriae Augusti», appunto, in onore di sole, fieno, e buonasorte; e di ogni divinità agricola. Il culmine ardente dell’anno, il mese prediletto da Pan saltellante fra i covoni. Vigilia di semine, quando l’uomo si gioca il futuro; quando ancora la luce abbaglia, ma già può cadere una foglia; e il tramonto è sempre lontano, ma un po’ più vicino che in luglio. Il Ferragosto di Roma non finiva mai. Il 9 si onorava Sol Indiges, il Sole Antenato: la vita. Il 12, Ercole Invitto: la forza. Il 13, Flora e Vertumno, dio delle stagioni, che si divorano l’una con l’altro. Poi Diana-Lucina, dea della luna e del parto: sull’Aventino, i servi brindavano con i padroni, ed era l’unica volta nell’anno che potevano farlo. Fra il 16 e il 17, onore a Portuno, dio dei porti: cioè degli approdi sicuri. Il 19, Vinalia Rustica: riti propiziatori di grasse vigne. Il 21, ecco il turno di Conso, dio dei «silos» si direbbe oggi, cioè protettore del frumento raccolto in un tempio sottoterra, che solo in quel giorno veniva aperto: personaggio un po’ bonaccione e un po’ infernale, poiché abitava ai piani bassi; e anche un po’ menagramo, visto che durante la sua festa vennero rapite le Sabine. La moglie di Conso, Ops Consiva, vegliava anch’ella sui raccolti e veniva onorata il 25 del mese. Così via, mentre l’estate declinava. Il 15 agosto, incastonato in mezzo a quelle celebrazioni, era giorno perfetto in cui finivano e ricominciavano le scorpacciate. Solo nel 383 dopo Cristo, quando il 15 agosto morì in Gallia l’imperatore Graziano, le masse si misero a dieta. Per poco
Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium”, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.[1]

Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.[2]
Da Wichipedia

FERRAGOSTO CRISTIANO - Il Ferragosto cristiano celebra l’Assunzione nei cieli – in corpo e in anima – di Maria Vergine, madre di Gesù Cristo: dogma della fede cattolica sancito da Pio XII nel 1950, e già prima presente nella tradizione apostolica cui si rifanno i cattolici. Ma anche in tradizioni orali e scritte di tutto il mondo antico, apocrife e no, in Occidente e in Oriente, da Giovanni Damasceno a Gregorio di Tours. Secondo queste tradizioni, Maria sarebbe spirata a Gerusalemme o a Efeso, dai 3 ai 15 anni dopo la morte del Cristo.
Per alcuni, sarebbe stata accompagnata nel suo viaggio celeste dall’arcangelo Gabriele, per altri da una nube misteriosa. Per altri ancora, prima di quel viaggio, il suo corpo trovò breve riposo nella Valle di Giosafatte. Sembra comunque che già prima del 500 l’Assunta venisse celebrata fra i cristiani di Palestina. Nel 451, al concilio di Calcedonia, l’imperatore Marciano chiede di poter custodire il corpo di Maria: è morta di fronte agli Apostoli, gli spiega Giovenale, vescovo di Gerusalemme, c’erano tutti meno San Tommaso. Ma quando lui ha fatto poi riaprire la tomba, non si è trovato più nulla: perciò si crede che il corpo sia stato portato in cielo. La tradizione è fondamentale anche per il cristianesimo ortodosso: che celebra la Festa della Dormizione della Madre di Dio, a coronare un digiuno di 14 giorni; o ancora più lungo, fino al 29, come accade fra i monaci del Monte Athos.
Dal Burundi al Liechtenstein, tutti i paesi (ufficialmente) cristiani festeggiano il Ferragosto. In Islanda è il Dag Marìu, giorno di Maria. Nella Germania cattolica è il Maria Himmelfahrt, il transito al cielo di Maria. E c’è sempre la storia di una donna a marcare la tradizione. I pellegrini che vanno stamane al monastero cinquecentesco di Sucevita, il più grande della Bucovina, fra le mura affrescate di blu, scarlatto e smeraldo, ricordano colei che portò per 30 anni i mattoni, con il suo carro a buoi, e vive ancora in una testa scolpita nel cortile. Negli affreschi c’è Costantinopoli assediata, c’è il Giudizio Universale (che ritrae purtroppo turchi ed ebrei fra i dannati), ci sono le fiamme e la Bestia: il pittore non finì il suo lavoro, morì cadendo dalla scala e nessuno più si ricorda di lui; ma la donna è ancora lì, e a Ferragosto c’è ancora chi sfiora la sua testa di pietra.
Da :http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/08_Agosto/14/ferragosto-nel-mondo.shtmlhttp://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/08_Agosto/14/ferragosto-nel-mondo.shtml

Il Ferragosto durante il Fascismo

La tradizione popolare della gita di Ferragosto nasce durante il ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni venti, nel periodo ferragostano il regime organizzava, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all’istituzione dei “Treni popolari di Ferragosto”, con prezzi fortemente scontati.[3]

L’iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 km, e della “Gita dei tre giorni” con raggio di circa 100-200 km.[4]

Durante queste gite popolari la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di vedere con i propri occhi il mare, la montagna e le città d’arte. Nondimeno, dato che le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco.

Il Ferragosto nella cultura di massa

In Lombardia e Piemonte, fino ai primi decenni del XX secolo, era uso “dare il ferragosto” (in lombardo dà el faravóst) che consisteva nel donare emolumenti in denaro o in beni commestibili alle maestranze, da parte dei datori di lavoro, in modo che le famiglie potessero trascorrere lietamente il giorno di Ferragosto. Nei cantieri edili, verso la fine di luglio, veniva fissato dai muratori un grande ramo d’albero sulla parte più elevata del fabbricato in costruzione, detta pianta del faravóst, che serviva scherzosamente a rammentare all’impresario l’imminente esborso della tradizionale mancia.
A Torino, fino alla metà del XX secolo, molti cittadini si recavano per pranzare nel ristorante o al sacco nel parco in riva al Po, adiacenti alla chiesa della Madonna del Pilone. Tale costumanza era denominata “Festa dle pignate a la Madona dél Pilòn”, ovvero “Festa delle pentole alla Madonna del Pilone”.[5]
A Porto Santo Stefano il giorno di Ferragosto, si svolge il Palio dell’Argentario, antica gara remiera.
A Montereale, nel prato adiacente l’Abbazia della Madonna in Pantanis, il giorno di Ferragosto si tiene la gara poetica tra cantori a braccio.[6]
La smorfia napoletana assegna al Ferragosto il n. 45
A Pozzuoli il 15 agosto si apre con una processione che parte dalla chiesa della Madonna Assunta e passa per le vie del centro storico, mentre nel pomeriggio al Molo Caligoliano (porto) si tiene una sfida chiamata “O Pennone” o Palo di Sapone dove i concorrenti devono riuscire ad arrivare in cima e recuperare una bandierina sul palo cosparso di sapone.
A Sarteano il 15 agosto, poco prima del tramonto, si svolge la Giostra del Saracino, gara di abilità tra cavalieri appartenenti alle cinque contrade del comune, risalente al XVI secolo e preceduta da un suggestivo corteo storico in costume.
A Messina il 15 agosto si svolge la tradizionale Festa dell’Assunta, con la processione della Vara. Fu costruita nel 1535, in onore dell’imperatore Carlo V, in quell’anno in visita in città. La macchina votiva (alta 13,5 metri, dal peso di 8 tonnellate) viene letteralmente trainata da migliaia di fedeli, vestiti di bianco e a piedi scalzi, tramite delle lunghe corde, su un percorso di oltre 2 km precedentemente bagnato. Dalle 23.00 un grande spettacolo pirotecnico, visibile da tutto lo Stretto, chiude la giornata di festa.

A Roma il piatto tradizionale del pranzo di Ferragosto è costituito dal pollo in umido con peperoni, spesso preceduto dalle fettuccine ai fegatelli e seguito da cocomero ben freddo.[9]

Sull’Appennino tosco-emiliano, per Ferragosto è costumanza sfornare e consumare piccole ciambelle dolci all’anice, variamente confezionate, come il Biscotto di mezz’agosto di Pitigliano o lo Zuccherino montanaro bolognese di Grizzana Morandi.[11]
Il Ferragosto nella musica

L’opera lirica “Pagliacci” del compositore napoletano Ruggero Leoncavallo si svolge proprio nel giorno di Ferragosto (“Oh, che bel sole di mezz’agosto!”; “Per la Vergin pia di mezz’agosto!”)
Il Ferragosto nel cinema

Ferragosto in bikini, è una commedia italiana girata nel 1961. Regia di Marino Girolami, Sceneggiatura di Tito Carpi e Marino Girolami. Personaggi e interpreti: Walter Chiari, Mario Carotenuto, Valeria Fabrizi, Raimondo Vianello, Lauretta Masiero, Carlo delle Piane, Tiberio Murgia, Toni Ucci, Bice Valori, Marisa Merlini; il film rappresenta una serie di personaggi caratteristici che si incontrano sulla spiaggia di Fregene;
Il sorpasso è un film italiano del 1962, diretto da Dino Risi, con Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Jean-Louis Trintignant. La narrazione del film inizia “nella Roma deserta di un Ferragosto qualunque”.
L’ascensore, terzo episodio di Quelle strane occasioni, film commedia in tre episodi del 1976. L’episodio è diretto da Luigi Comencini, con Alberto Sordi e Stefania Sandrelli, e racconta della giovane Donatella (Stefania Sandrelli) che resta chiusa in compagnia di un maturo monsignore (Alberto Sordi) nell’ascensore di un palazzo deserto per le feste di Ferragosto.
Il giorno dell’assunta, film italiano del 1977 diretto da Nino Russo con Leopoldo Trieste e Tino Schirinzi, film surreale ambientato interamente in esterni, per le strade deserte di Roma.
Un sacco bello, film italiano del 1980 diretto ed interpretato da Carlo Verdone sullo sfondo di una Roma ferragostana, assolata e deserta.
Quinze août, 15 août, (15 agosto) è un cortometraggio francese (10 minuti) di soggetto drammatico, diretto da Nicole Garcia nel 1986, con Ann-Gisel Glass, Nicole Garcia e Jean-Louis Trintignant nella parte del marito infedele.
15 août (tit. italiano: “15 agosto. Non sarà una vacanza per tutti”) è un film francese diretto da Patrick Alessandrin nel 2001, con Richard Berry, Jean-Pierre Darroussin e Charles Berling che vengono abbandonati dalle mogli nel giorno di Ferragosto e così costretti a dover badare ai loro numerosi figli.
Pranzo di ferragosto, film italiano del 2008 diretto da Gianni Di Gregorio. Vincitore del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Il Ferragosto nella letteratura

Alberto Moravia, Scherzi di Ferragosto il Racconti romani, 1954;
Carlo Cassola, Ferragosto di morte (romanzo), Reggio Emilia, Ciminiera, 1980, collana “Narrare oggi”;
Arturo Carlo Jemolo, Scherzo di Ferragosto, Roma, Editori Riuniti, 1983;
Renato Olivieri, Maledetto Ferragosto, prefazione di Raffaele Crovi, Milano, Rizzoli, 1983 e altre edizioni (Il commissario Ambrosio indaga sulla morte misteriosa di Andrea Bulgari trovato cadavere nella sua camera da letto in un giorno di Ferragosto. Milano è il luogo in cui si svolge la vicenda);
Raffaele Crovi, Ladro di Ferragosto, Milano, Frassinelli, 1984;
Salvatore Gabriele, Ferragosto, Coppola editore, 2002;
Gianfranco Miroglio, Ferragosto, Acqui Terme, Impressioni Grafiche, 2002;
Paolo Cevoli, Mare mosso, bandiera rossa: Ferragosto a Roncofritto. Romanzo!, Milano, Kowalski, 2003;
Gino Pugnetti, Vendetta tremenda vendetta, Meridiano zero, 2003 (Incipit: “Era la mattina di Ferragosto, il primo Ferragosto del dopoguerra, quello del 1945″);
Note

^ Lodovico Antonio Muratori, Dissertazioni sopra le antichità italiane, Barbiellini, Roma, 1755, tomo II, pag.32
^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Tipografia Emiliana, Venezia, 1843, volume XXIII, pag.155
^ Michele Ventrella, Gite fuori porta a Ferragosto, Corriere del Mezzogiorno, 14 agosto 2012
^ Alberto De Bernardi, Una dittatura moderna: il fascismo come problema storico, Paravia, Milano, 2001
^ Vecchie, care consuetudini…, La Stampa, 19 agosto 1922, pag.4
^ Roberta Tucci, I “suoni” della campagna romana, Rubettino, Soveria Mannelli, 2003
^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia e delle sue isole, Presso gli Editori, Firenze, 1842
^ Annalisa Barbagli, La cucina di casa del Gambero Rosso, GRH, 2002
^ Alberto Sordi, E a Ferragosto mangiate con me … se ce la fate, La Stampa, 12 agosto 1988
^ AAVV, Laghi italiani – Guide Lancia, Touring Club Editore, Milano, 2001, pag.88
^ AAVV, L’Italia dei dolci, Touring Club Editore, Milano, 2004, pag.82-85
Da Wikipedia

Festa solo italiana, o quasi, a Marcopoulos, nell’isola greca di Cefalonia, decine di serpentelli con una croce nera sulla testa sbucheranno infatti dalle pietraie per entrare nella chiesa della Lagkubardas (Madonna dei Serpenti) a farsi benedire e accarezzare dai fedeli. Poi torneranno alle loro tane. Succede ogni anno, in questo giorno. La scienza non ha risposte, ma la tradizione sì: dice che, un 15 agosto di 600 anni fa, le monache di laggiù videro all’orizzonte la vela con la mezzaluna del Turco, e chiesero a Maria di essere tramutate in bisce, pur di scampare ai pirati. Furono esaudite, sulle testine restò una croce. E nel secolo XXI, ancora, i pellegrini possono accarezzare i rettili senza temerne i morsi, anzi chiedendo loro la fortuna.
L.
Da:http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/08_Agosto/14/ferragosto-nel-mondo.shtmlhttp://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/08_Agosto/14/ferragosto-nel-mondo.shtml

E..Diego e Marco( gli altri 3 sono in montagna,sotto l’acqua..) augurano a tutti un buon ferragosto!

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Il Mayflower (letteralmente “fiore di maggio”) fu la nave con la quale i padri pellegrini, salpati il 6 settembre 1620 da Plymouth (Inghilterra), raggiunsero gli attuali Stati Uniti a Cape Cod due mesi dopo, l’11 novembre.

I padri pellegrini, dopo una lunga negoziazione, grazie all’amicizia di William Brewster con Sir Edwin Sandys (tesoriere e funzionario della prima azienda inglese in Virginia, nonché responsabile della colonia), ottennero nel 1619 una concessione dalla Compagnia della Virginia che assicurava loro parte della propria zona settentrionale in nord America nella valle del fiume Hudson.

Investirono gran parte delle loro risorse, strinsero un contratto finanziario con un commerciante in ferro, Thomas Weston, ed affittarono una nave ,che in precedenza era appartenuta alla famiglia fiorentina Guicciardini, di qui il nome fiore di maggio (cioè il giglio, simbolo fiorentino per antonomasia), decisi a dar vita sotto la protezione inglese a una remunerativa attività di commercio,di caffè e the.

Il gruppo di 102 passeggeri non era omogeneo: molti erano membri della congregazione, ma si erano uniti anche un certo numero di famiglie e di altre persone che speravano di migliorare la propria situazione economica.

Il viaggio

La nave era un galeone a tre alberi di circa 180 tonnellate alla cui guida c’erano i padri pellegrini Carver e Brewster.

Nel settembre del 1620 a bordo della Mayflower partirono da Plymouth( Inghilterra) e dopo circa due mesi fecero il loro ingresso al porto di Cape Cod, poi a Provincetown (Massachusetts) ;11 novembre 1620 dove costituirono la Convenzione di Mayflower che diede origine al loro governo.

Rinunciando alla concessione ottenuta, sbarcarono l’11 dicembre sulla costa occidentale del Massachusetts, dove fondarono la Colonia di Plymouth, riconosciuta ufficialmente il 1º giugno 1621. Secondo la tradizione, il punto esatto in cui i padri pellegrini misero per la prima volta piede a terra nel Nuovo Mondo è contrassegnato dalla Roccia di Plymouth, che può essere tuttora vista sul lungomare della cittadina.
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Tra i passeggeri della Mayflower: Christopher Jones capitano e co-proprietario; John Alden, organizzatore del viaggio e fondatore della colonia; John Carver, primo governatore; William Bradford, che venne nominato governatore alla morte di Carver e venne rieletto per 30 volte consecutive.

Il Mayflower lasciò Plymouth il 15 aprile 1621 e riattraccò al porto in Inghilterra il 16 maggio.

La storia è in realtà complicata perché il nome Mayflower era all'epoca molto frequente per le navi e non si conosce con certezza il nome del cantiere navale che la costruì.

Sandwich
Ci dirigiamo verso Sandwich
Prima cittadina a Cape Cod, e la più antica, tante belle case bianche,in legno immerse nei boschi e quello che mi ha colpito venendo da Boston, è stato il verde che ci ha accompagnato lungo tutta la strada, bellissimi boschi da dove sembra potrebbero spuntare i nativi( gli indiani) da un momento all’alltro..
Arrivati a Sandwich, un mercatino :

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E deliziosi berretti fatti dalla signora che poi li vende.
Verso il mare
un pontile distrutto da un uragano e poi ricostruito con le donazioni di tanti( e i loro nomi sono stati incisi sulle tavole)porta all’oceano attraversando un vasto terreno in parte paludoso

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Arriviamo a Falmouth, dove dormiremo questa notte e domani, domani mattina ci imbarcheremo sul ferry che ci porterá a Martha’s vineyard, è il regalo di compleanno di mio figlio Tommaso, dice che ne ha sentito parlare in casa da quando aveva 4 anni..

(altro…)

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foto 1

definizione  di   “madre”:paziente(spesso..), tenace, affettuosa(qualche volta..) ,presente, instancabile..,volete aggiungere qualcosa?

Ricordo la frase di un libro dell’Allende, dove descriveva la nonna che era riuscita a far crescere dei vitigni importati amorevolmente dalla Francia, nel terreno aspro del Cile:”con la tenacia di una madre..”ecco, riconosco soprattutto questa qualità, la tenacia, le madri che non mollano mai…

 

foto 3(27)

 

foto 4(18)Florence leona Christie è la madre qui fotografata:”migrant mother” di Dorothea Lange

Born Florence Leona Christie
September 1, 1903
Indian Territory, Oklahoma, U.S.
Died September 16, 1983 (aged 80)
Scotts Valley, California, U.S.
Resting place
Lakewood Memorial Park
Nationality American, Cherokee
Occupation Agricultural laborer
Known for Dorothea Lange‘s photograph
Spouse(s) Cleo Owens (c.1898–c.1931) m. 1921
George B. Thompson (1902–1974)

mi ero quasi dimenticata.. poi hanno chiamato i figli.. e allora auguri a tutte le mamme del mondo, con questa bella carrellata di immagini e una canzone(ma si chiamano ancora canzoni?)un po’ irriverente, per la verità, dei Pink Floyd, ma giusto per riflettere.. l’altro lato della medaglia..

 

 

Qui la traduzione:

Mamma, pensi che sganceranno la bomba?

Mamma, pensi che gli piacerà la canzone?

Mamma, pensi che proveranno a rompermi le palle?

Mamma dovrei costruire il muro?

Mamma dovrei candidarmi come presidente?

Mamma dovrei fidarmi del governo?

Mamma mi manderanno in prima linea?

Mamma è solo una perdita di tempo?

 

Silenzio, ora piccolino, non piangere.

Mamma farà avverare ogni tuo incubo.

Mamma ti inculcherà ogni suo timore.

Mamma ti terrà al sicuro sotto la sua ala

Certo non ti farà volare, ma forse ti farà cantare,

Mamma terrà il suo bambino al caldo e coccolato .

Ooooh piccolino ooooh bimbo mio oooooh,

Non ti preoccupare ti aiuterà mamma a costruire il muro.

 

Mamma, pensi che lei vada abbastanza bene — per me?

Mamma, pensi che sia pericolosa — per me?

Mamma, porterà via con sé il tuo bambino?

Mamma, dici che mi spezzerà il cuore?

 

Silenzio, ora piccolino, non piangere.

Mamma controllerà tutte le tue amichette per te.

Mamma non permetterà che si avvicini nessun malintenzionato.

Mamma ti aspetterà alzata finche non rincaserai.

Mamma riuscirà sempre a scoprire dove sei stato

Mamma terrà sempre il suo bambino sano e pulito

Ooooh, piccolino, oooh ,bambino,

Sarai sempre il mio bambino.

 

Mamma era necessario che io fossi così protetto?


 

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“In Italia troppe feste, troppe teste e troppe tempeste” (Proverbio rinascimentale francese e spagnolo, quando in Italia 1 giorno su 3 era festivo).

Ho un ricordo della Pasqua a Bologna , da mia nonna, quando si “scioglievano “le campane la nonna mi faceva bagnare gli occhi..

Questo serviva a preservare la vista di tutti, donne, bambini e anche gli uomini sospendevano il lavoro nei campi (e sì, lavoravano anche di domenica) per bagnarsi con l’acqua dei fossi

Le campane hanno sempre avuto grande importanza nella vita dei cristiani. Dall’alto dei campanili delle chiese suonano tutti i giorni per annunciare la celebrazione della messa o altre funzioni religiose: benedizione eucaristica, battesimi, matrimoni, funerali. Tacciono soltanto il Venerdì Santo e il Sabato Santo, cioè nei giorni in cui si ricorda la morte di Gesù. In tale occasione le campane sono “legate”, una parola che oggi ha un significato metaforico, ma che in passato rispondeva alla realtà. Un tempo, infatti, le campane venivano effettivamente legate con una corda, affinchè non emettessero alcun suono, neanche qualora fosse il vento impetuoso a farle oscillare. E venivano sciolte a Pasqua. Anche oggi si usa dire che a Pasqua “si sciolgono le campane” per indicare che a mezzanotte tra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua le campane tornano a suonare, gioiosamente, per ricordare la risurrezione di Gesù

 

 

 

 

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Gli uomini fin dai tempi più antichi sentono il bisogno di sottolineare il passaggio da una stagione all’altra, per mettere in risalto l’affermazione di un tempo in cui si può sperare nella sopravvivenza.

La Pasqua è una tradizione in tutto il mondo che coinvolge molte usanze ritenute dalla  maggior parte delle persone di origine cristiana.  In realtà non è così, infatti questa festività affonda le radici in un passato molto più  lontano e antico. Il termine “Easter“, con cui in inglese si designa la Pasqua, ci riporta ad una antica divinità pagana dei popoli nordici, la dea Eostre, assimilabile a Venere, Afrodite e Ishtar, la quale presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi. Ad Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata  in forma di lepre o di donna dalla testa di lepre. Il  collegamento  della dea con questo animale è dovuto alla sua vivacità e alla sua fertilità. Dal nome della dea si fa risalire anche il termine usato per definire l’equinozio di Primavera, chiamato dai popoli celti prima “Eostur-Monath” e successivamente di Ostara oppure Oestara.  Oestara è uno degli otto sabbat neopagani; si celebra il giorno dell’equinozio di primavera ed è condivisa relativamente da tutte le religioni pagane moderne. Celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita. Astronomicamente l’equinozio di primavera è il momento in cui il sole si trova al di sopra dell’equatore celeste, è l’inizio della metà luminosa, quando le ore di luce superano le ore di buio. E’ il primo giorno della primavera, la stagione della rinascita, associata presso varie culture a concetti come fertilità, resurrezione, inizio. Le antiche tradizioni ci offrono infatti tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita. Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all’Equinozio di Primavera. La nuova festa cristiana, ancora priva di un nome, in certe lingue assimilò anche la nomenclatura della vecchia festa. Ancora oggi, infatti, in inglese la Pasqua è chiamata Easter, e in tedesco Ostern. Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalla festa cristiana. Tra questi la lepre di Eostre è diventata  l’odierno  coniglio pasquale, Easter Bunny, che porta in dono le uova, simbolo di fertilità e prosperità, simbolo dell’embrione primordiale da cui scaturisce l’esistenza. Così le uova pasquali si ricollegano alle tradizioni pagane in cui si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio. Da qui ne deriva che l’uovo di Pasqua, oggi rigorosamente di cioccolata, affonda le radici nella tradizione antica di regalare uova come buon augurio. In Germania ad esempio ed in molti paesi anglosassoni, vi è l’usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal “coniglio pasquale“, in Inghilterra si fanno rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio si rompe e, in alcune regioni, i giovani fanno porta a porta la questua delle uova. Questa tradizione è ripresa poi anche dai pani dolci a forma di zig-zag, gli “hot cross buns” (il cui  nome deriva proprio dalla croce disegnata) una sorta di panini dolci con uvetta e cannella che si consumano tradizionalmente nel periodo di Pasqua, in particolare di Venerdì Santo. Si tratta di una ricetta antichissima a cui nei secoli sono state attribuite una serie di proprietà magico-terapeutiche. I buns–che secondo la leggenda non ammuffivano- appesi al soffitto della cucina venivano conservati come porta-fortuna fino alla Pasqua seguente e ridotti in polvere venivano usati per curare ogni genere di malanno. Un’ultima leggenda riporta la storia di una vedova il cui figlio, marinaio imbarcato, non fece più ritorno a casa. La madre ogni giorno sfornò un panino con la croce appendendolo alla finestra con l’augurio di riabbracciare il figliolo. Da allora il popolo inglese avrebbe mantenuto vivo il suo ricordo continuando a fare gli stessi panini. Al di là delle presunte virtù miracolose  sono veramente ottimi e profumatissimi.

http://www.tradaction.eu/news__3/le-antiche-origini-della-pasqua_ID430.html

 

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http://littlecottonrabbits.typepad.co.uk/free_knitting_patterns/2008/01/knitted-easter.html

http://www.ravelry.com/projects/Susisanne/easter-eggs

 

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PASQUA

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L’ultima cena di Leonardo Da Vinci
L’Ultima Cena è un dipinto parietale a tempera grassa su intonaco di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498 e conservato nell’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Tra un gomitolo e l’altro, un po’ di cultura ,da Wikipedia :http://it.wikipedia.org/wiki/Pasqua

Gesù Cristo ed i suoi dodici Apostoli intorno ad un tavolo per celebrare, con alcune ore di anticipo, la Pasqua Ebraica, prima di essere arrestato.

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo.Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua cristiana presenta importanti legami, ma anche significative differenze, con la Pasqua ebraica.
La Pasqua ebraica, chiamata Pesach (pasa’, in aramaico), celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l’immolazione dell’agnello e il pane azzimo.
La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore vide il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34). La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche ‘festa degli azzimi’. La tradizione ebraica ortodossa prescrive inoltre che, durante la Pasqua, i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate strettamente a questa ricorrenza.

Con il cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. La Pasqua cristiana è quindi la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo alla Pesach dell’Esodo.

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Quest’ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici: Filone d’Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell’anima.La Pasqua ebraica può essere intesa anche come attesa per il Messia.

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna (dal greco antico patein, παθείν, pàthos) racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale.

I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nei giorni in cui ricorreva la festa ebraica; inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all’Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

« Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »

http://it.wikipedia.org/wiki/Pasqua

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Venerdì 14 marzo, ore 9,15, treno Frecciarossa per Bologna, mi accompagna la fedelissima Patrizia, innamorata della maglia, e eletta a mia “agente”..naturalmente si tira  fuori immediatamente il lavoro a maglia.. e in valigia ci sono ferri, ferri circolari, libri ecc

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A Bologna una cognata-amica ci viene a prendere, e ci porta a Bazzano, delizioso paese a mezz’ora da Bologna, dove ci aspetta Isabella, la proprietaria del negozio Macramè

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Isabella ha aperto il negozio, nel cuore antico del paese, da poco più di 6 mesi, ed è un vulcano di energie e di idee.

Arrivano le partecipanti alla full immersion, 8 con Patrizia e Isabella ,che assiste alla lezione tra una cliente e un’altra.

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Questa è l’immagine del “disordine creativo” di un negozio che lavora,  tra maglia, ricamo,cucito e quant’altro..534383_10203386305448464_167061206_n

10001580_10203386308208533_1855568531_nAlcune delle partecipanti, una viene per fortuna da Bologna, e sarà lei a portarci e riportarci nei 2 giorni seguenti..

1897797_10203391910748593_1908219480_nPraticamente tutte sanno lavorare con i circolari e molte hanno già fatto cose bellissime, come questo cardigan con trecce e trafori, modello illustrato nel blog, qui:http://lamagliadimarica.com/2013/09/01/cardigan-trecce-meraviglioso/, e lavorato con lana Trilli di Campolmi..

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1911644_10203391910428585_259881366_nIniziamo, e cerco  di capire cosa “non” sanno fare, e iniziamo dal montaggio delle maglie con il ferro in mano(per i circolari)

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ma la richiesta a gran voce è naturalmente il topdown.. che abbiamo fatto in versione mini e che fa innamorare tutte quante.

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Riporto qui tutte(o quasi, gli argomenti trattati sono stati veramente tanti..) le altre  tecniche di cui si è parlato, e ho messo i video di riferimento (dove ho potuto) sia perchè le partecipanti possano rivederle, sia per le lettrici del blog; per cui, tenetevi caro questo post, che direi si rivolge a chi ha già un livello di conoscenza della maglia più avanzato.

Ritengo che niente meglio di un video possa illustrare una tecnica, non sono mai riuscita a capirci nulla da un disegno di un libro o da una foto.

Per cui anche se   in inglese, sopportate con pazienza la chiacchierata iniziale, anche se non la capite, ma osservate il video.

Siamo passate quindi :

ai ferri accorciati,

le diminuzioni a gruppi,

i vari tipi di  cuciture, (come unire parti a m rasata e a legaccio),la ripresa delle maglie,ritrovate questo tipo di spiegazioni “basiche” cliccando qui

il montaggio provvisorio delle maglie,

la chiusura delle maglie con 3 ferri(per spalle e cappuccio ecc):

la chiusura delle maglie a punto maglia:

lo scollo a V: si divide il lavoro in due parti, e sul diritto del lavoro, si lavora fino alle ultime 3m prima della divisione centrale: si fa un’accavallata poi si lavora al dir l’ultima m,  poi con un altro gomitolo, si lavora al diritto la prima m dell’altra parte ,si lavorano 2 m assieme, e si finisce il ferro.

Ferro succ rov, al f succ si ripetono le diminuzioni fino ad ottenere il n di ma volute per la spalla..

Si era parlato delle cuciture della spalla al corpo, e non abbiamo avuto tempo di illustrarlo; metto qui un video che sarà utile a tante:

….e dedicando ad ogni argomento più o meno tempo a seconda della difficoltà..ma non è stato solo lavoro, la pausa pranzo del sabato era a base di mortadella, ciccioli, crescente e ..Lambrusco..!!!

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:questa è la “crescente” modenese, o “gnocco ingrassato” condita con i famigerati “ciccioli”..

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Ci siamo salutate domenica  con un arrivederci , magari a giugno a ..RODI…. che è il prossimo progetto di incontro, ultima settimana di giugno.. ma ve ne parlerò  presto..

Grazie ragazze , mi avete fatto ritrovare  le mie origini..

Vi dedico questa bellissima di Dino Sarti:

…sono tornata a casa e…VIVA l’Emilia!!!

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Lucia ,persona   ecclettica e di buon gusto,  che mette in tutto ciò che la circonda, ha un piccolo negozio, piccolo ma che sembra la grotta di Alì babà: guardate gli scialli, stupendi in seta:

IMG_20140215_001708e le borsettine:

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le bomboniere  :

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i tessuti di arredamento:

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i vetri e le ceramiche:

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Lucia e il suo team organizzano anche matrimoni  matrimoni.

Se passate dalle sue parti andate a trovarla:

” cocci e confetti “
piazza Lecce 15…ROMA

http://www.coccieconfetti.it/

e poi,ha anche un altro negozio a Gubbio.

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