http://divineinterventiondjj.weebly.com/a-prayer-for-curse-removal.html
Un augurio a tutte le befane..anche quelle della maglia:
Dolcetti e zuccherini a voi che vi dilettate a creare scarpine e coprifasce per i nipotini in arrivo, o a fare meravigliose sciarpe o scaldacollo per voi o le amiche, e alle …” befane-befane”,dispensatrici di consigli (spesso dalle loro pagine FB)e di lezioni di bon ton..che il 2015 (anche con l’aiuto di un ..antiacido )..vi veda avvolte nei vostri scialli di cui siete prolifiche creatrici…
jennifer Baileys
ma ora eccovi una vera chicca:Il raduno delle befane e ..befani!
Lunedì 5 e martedì 6 gennaio 2015 a Fornovo Taro (PR)
torna il Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani
Molti i concorsi e i premi
Tutto è pronto a Fornovo Taro, in provincia di Parma, per una nuova edizione del Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani. Lunedì 5 e martedì 6 gennaio 2015 la manifestazione, che tutte le feste porta via, proporrà due giorni di festa con sfilate, giochi, concorsi, mercati tutto all’insegna di nasi lunghi e scope.
Per prepararsi a questo atteso appuntamento è già possibile fin da ora iscriversi ai numerosi concorsi in programma. Chi parteciperà avrà l’imbarazzo della scelta tra: il premio per la befana e il befano più vecchio, quello per il gruppo più numeroso e quello per il gruppo proveniente da più lontano (vinto nel 2014 da befani giunti dalla provincia di Macerata); e poi ancora quello musicale, quest’ultimo riservato alle bande, o ancora il primo premio murales. Oltre naturalmente a lei, la regina della Festa, Miss Befana 2015, che sarà eletta nella serata di lunedì 5 gennaio.
Tra le novità dell’edizione 2015 anche un contest fotografico che verrà realizzato durante la giornata della sfilata, una vera e propria maratona aperta a tutti gli appassionati di fotografia.
Per saperne di più, per iscrizioni e modalità di partecipazione www.befanaraduno.it. Spazio quindi alla creatività, all’estro e alla voglia di divertirsi. Tutto rigorosamente con scope di saggina, scialli, coloratissimi foulard e nasi lunghi e bitorzoluti
L’origine della festività, da:http://dante-limoges.fr/langue-italienne/14-textes-et-exercices/37-la-befana
La Befana
La Befana è un personaggio della tradizione popolare che vola a cavallo di una scopa nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio e distribuisce doni ai bambini buoni e carbone ai bambini cattivi. Nell’immaginario collettivo, la Befana ha il naso adunco e il mento aguzzo, indossa un fazzoletto sulla testa e i suoi abiti sono strappati e sporchi di fuliggine perché per entrare nelle case si cala giù dal camino, che simbolicamente raffigura un punto di comunicazione tra la terra e il cielo. I bambini si preparano all’arrivo della Befana appendendo delle calze al camino e iniziando a fare i ‘buoni’ perché sanno che, in caso contrario, la Befana lascerà loro soltanto del carbone. Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord, e poiché non sempre Babbo Natale riesce ad soddisfare i desideri dei bambini, a questo cerca di rimediare la Befana.
La leggenda
L’origine della Befana si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi. Si dice che i Re Magi, in viaggio per Betlemme, avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni a Gesù. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e di Gesù Bambino. Non trovandoli, bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini nella speranza che uno di loro fosse Gesù e di farsi così perdonare. Da allora ha continuato per millenni a distribuire doni e dolcetti volando a cavallo della sua scopa, calandosi all’interno dei camini per depositarli nelle calze lasciate appese dai bambini ai caminetti. Non si sa in quale regione o città italiana sia “nata” la Befana, ciò che si sa è che di essa si è iniziato a parlare nel 1200. Da allora questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini. La Befana, infatti, è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini, ma allo stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta loro dei doni.
L’etimologia
Il termine Befana deriva dal greco Epifania che significa apparizione, manifestazione ed è una derivazione delle forme dialettali con cui il popolo esprimeva il termine Epifania.
La Befana al tempo dei nonni
Al tempo dei nostri nonni, si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. All’epoca i bambini credevano molto alla Befana e le scrivevano delle letterine con i loro desideri che per la maggior parte non venivano esauditi a causa della grande povertà. Nella calza i bambini trovavano poche cose: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini, ma erano ugualmente molto contenti perché era l’unica festa in cui ricevevano molti dolciumi. Sapevano di dover essere buoni, altrimenti avrebbero ricevuto solo carbone.
La Befana, Babbo Natale e San Nicola
Se San Nicola è un santo protettore e Babbo Natale un paffuto e rubicondo nonnino che accontenta tutti i bambini, la Befana è invece la sostanza femminile pagana di una lunga tradizione rituale contadina. Non porta soldi e non ha neanche un gruppo di elfi artigiani per fare regali: la Befana tradizionale porta arance, noci, piccoli dolci casalinghi e carbone – ultimamente zuccherato – e ci ricorda che dopo le feste si torna a lavorare per ottenere i frutti del terreno. Non è un caso l’usanza di dire “l’epifania tutte le feste porta via”, perché è proprio dopo il 6 Gennaio che il contadino ricominciava con la nuova semina e che si riprendevano i fervori casalinghi per dar vita ad un nuovo e prosperoso raccolto.
La Befana nelle altre culture
La Befana è un personaggio molto inserito nella cultura italiana ma questa leggenda trova riscontri anche nelle tradizioni precristiane olandesi o tedesche. Presso i tedeschi del nord, infatti, troviamo Frau Holle che nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste signore portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando su una scopa o su un carro, seguite dalle “signore della notte”, le maghe, le streghe e le anime dei non battezzati.
Curiosità
Nel linguaggio figurato, col termine befana ci si riferisce a una donna brutta, ad esempio: Marco s’è sposato quella befana di Laura. Accrescitivo: befanona. Peggiorativo: befanaccia. Diminutivo: befanina, usato come vezzeggiativoscherzoso rivolto a una bambina. Al maschile: befano, befanone per indicare un uomo brutto.
La Befana a Piazza Navona
La tradizione della Befana a Piazza Navona si consuma ormai da quasi cento anni. Dall’inizio di dicembre la meravigliosa piazza, si trasforma in un mercatino all’aperto, dove le bancarelle presenti sono tradizionalmente rivolte ai bambini. Si trovano qui dolciumi di ogni genere, anche quelli che si pensava non si vendessero più, come le mele caramellate, il classico carbone zuccherato, i bastoncini di zucchero, le ciambelle giganti e ogni sorta di leccornie esistenti per riempire le calze della Befana. Ma non ci sono solo dolci: la piazza pullula di bancarelle zeppe di balocchi di ogni genere, da quelli più tradizionali, come le vecchie marionette e i cavallucci di legno, a quelli di ultima generazione. I bambini possono anche giocare con la giostra che storicamente viene messa al centro della piazza. La Befana arriva personalmente la notte del 5 gennaio, momento apice di un mese durante il quale la piazza diventa il regno incantato dei bambini. E ciò da molteplici generazioni.





















Non ricevo più i vostri modelli, che mi piacevano tanto. Per favore, potete rimandarmeli? Non sono più nella vostra mailing list?Il mio indirizzo è <isabella.barbanti@acantho.it >. Cordiali saluti.
Isabella Barbanti
non so cosa può essere successo, prova a rifare l’iscrizione, io non posso farlo.
Un articolo perfetto,mi è piaciuta molto la parte dedicata ai bambini che nella loro semplicità fanno degli abbinamenti che fanno tenerezza.
Ti hanno aiutato forse i tuoi nipoti in questa parte del post?
Che gran bella cosa e la fantasia e l’ingenuità.
Nella mia calza niente dolci…….ma solo gomitoli.
Ciao Nancy
la parte di descrizione viene da un articolo di cui ho messo il link, comunque credo che la befana fosse più importante per quelle della mia generazione che per i bambini di oggi.
Sono della stessa idea,la figura di babbo natale predomina di più su quella
della befana.Generazioni che cambiano.
Ciao nancy
Sempre prolifica su tutti gli argomenti.Qui la Befana a Verbania sul lago Maggiore la Befana scende dall’alto e tutti i bimbi sono con il naso in sù a guardare un paracadutista vestito da befana che con un enorme sacco distribuisce doni.Per ben due volte però il lancio si è trasformato in tragedia,speriamo che vada tutto bene perchè è una festa dei bambini e poi non si sa come spiegar loro che bisogna andare via senza vederla.Comunque auguri a noi,tutte befane,che ci diamo sempre da fare per noi e per gli altri,un abbraccio marias
Credo che dopo il primo lancio finito in tragedia, nei panni del sindaco li avrei sospesi, invece vedo che nemmeno 2 tragedie sono bastate..strano paese l’Italia..