Questa mattina mi è arrivata nella posta una news di un blog di cucina:La cucina economica, che riprendeva un decalogo pubblicato nel sito dell’ “Academia della cucina italiana” di Barilla, così interessante che mi è venuta vogla di proporvelo.
Il decalogo è indirizzato ai turisti stranieri in italia o all’estero, per aiutarli a non commettere errori culinari:
quante volte mi è capitato ,all’estero ma qualche volta anche in italia, di leggere nel menu di un ristorante:”spaghetti alla bolognese..” e rabbrividire..l’ultima volta a Londra, avevano appena aperto in un grande e modernissimo centro commerciale:”Westfield”,un ristorante della catena “james italian”,di quel ragazzotto inglese ,James Oliver,che vantandosi di aver passato un anno in Italia per conoscere i veri piatti italiani della tradizione ha poi aperto decine di ristoranti in tutta l’Inghilterra.
Il centro commerciale in questione non è dei più economici:c’è un’ala dedicata al “lusso”, dove sono presenti negozi come Tiffany, Prada, Valentino ecc
Il ristorante era strapieno, non accettava prenotazioni(si vede che secondo l’intenzione del ristoratore, la cattiva organizzazione fa più”Italiano”..),per cui dopo una mezz’ora buona ci hanno fatto accomodare ad un tavolo, dove era sciorinata tutta l’italinità come viene vista all’estero :tovaglia a quadretti bianchi e rossi, scatola di pelati di marca sconosciuta in italia a reggere una candela e nel menù appunto i famosi spaghetti alla bolognese, che essendo io oltrettutto anche di origine bolognese, mi fanno inorridire; non ho resistito e l’ho detto al cameriere che mi ha guardato incredulo e scettico.
Ero con mio figlio che vive a Londra per cui pensando di fare cosa gradita abbiamo ordinato una carbonara:ignobile, pasta cruda in un liquido biancastro su cui galleggiavano 2 pezzetti di pancetta…!
JAMES OLIVER, brrrr!!!
I 10 comandamenti della Cucina Italiana
Abbiamo raccolto i 10 errori e stereotipi sulla cucina italiana più comuni all’estero… così da permetterti di evitarli! Condividi questa guida con i tuoi amici 🙂
1 – Mai e poi mai sorseggiare un cappuccino durante i pasti
Caffè e cappuccino sono l’orgoglio italiano nel mondo, ma il primo viene consumato alla fine del pasto e il cappuccino per colazione, accompagnato da un dolce (meglio un cornetto, o brioche che dir si voglia, aggiungiamo noi). Se vuoi, puoi ordinare un cappuccino a fine pasto, ma sappi che un italiano non lo farebbe mai.
2 – Risotto e pasta non sono un contorno
L’organizzazione delle portate nella cucina italiana è unica, e prevede che pasta e risotto vengano serviti come portata singola e unica (eccezion fatta per specialità come l’Ossobuco alla milanese). Servire la pasta accanto a un altro cibo è un errore che viene commesso in molti paesi, ma in Italia è considerato sacrilegio.
3 – Non versare condimenti nell’acqua della pasta
Tutti i condimenti devono essere aggiunti solo un volta che la pasta è scolata e servita in un piatto, assolutamente mai aggiunti nell’acqua di cottura. Scopri qui come cucinare la pasta da perfetto italiano.
4 – Ketchup sulla pasta: vi prego, non si può…
Questa è una combinazione che shocca gli italiani: anche se il ketchup ha affinità con la salsa di pomodoro, aggiungerlo sulla pasta è considerato un vero reato culinario. Tienilo per le tue patatine fritte o hot dog, per favore.
5 – Spaghetti Bolognese? Macché, sono tagliatelle!
È probabilmente il piatto più famoso della cucina italiana, il più esportato, eppure non c’è un ristorante, a Bologna, che lo cucini. Questo perché la ricetta originale prevede che con il sugo bolognese vengano condite le tagliatelle, e non gli spaghetti. Vi sembra un dettaglio di poco conto? Nella cucina italiana azzeccare la giusta combinazione di pasta e condimento è d’obbligo.
6 – Pasta con il pollo: mai in Italia
Parlando con americani viene fuori che una delle ricette più conosciute considerata “tipicamente italiana”, è la pasta con il pollo. È imbarazzante: dobbiamo dirvi che in Italia non esiste nessuno che serva una pietanza simile.
7 – “Caesar salad”
Questa insalata, che prende il nome dal suo creatore, Caesar Cardini, fa parte di quel lungo elenco di piatti creati da chef di origine italiana che però in Italia sono sconosciuti.
8 – La tovaglia a quadrettoni bianca e rossa non esiste
Per qualche strana ragione questa tovaglia è associata al nostro cibo e allo stereotipo del “mangia-spaghetti”: all’estero tutti i ristoranti italiani la usano. Probabilmente i turisti che visiteranno l’Italia resteranno delusi quando scopriranno che noi, invece, non le usiamo MAI. Eccetto forse qualche ristorante per soli turisti.
9 – Le “Fettuccine Alfredo” sono famose solo oltreoceano
Questo è forse il punto più curioso della nostra top ten. Le fettuccine Alfredo sono il piatto “italiano” più famoso negli Stati Uniti ma totalmente sconosciute in Italia. Questi noodles, conditi con burro e Parmigiano Reggiano, sono infatti stati inventati nel Bel Paese da Alfredo Di Lelio, proprietario di un ristorante a Roma, ma non si sono mai diffusi né tantomeno sono diventati un “piatto tradizionale”. Eppure, oltreoceano sono incredibilmente popolari tanto da diventare un simbolo della Dolce Vita. I turisti americani che arrivano in Italia sperando di degustare fettuccine Alfredo in qualsiasi ristorante della penisola sono guardati con disapprovazione.
10 – Impara il rispetto della tradizione e i consigli della mamma
Lei, ha imparato a cucinare dalla mamma. Che ha imparato dalla sua mamma, che a sua volta ha imparato dalla sua e così via. È un sistema testato. Ma cosa ogni madre insegna alla propria figlia in fatto di cucina? Che l’amore è al centro di tutto. Il cibo italiano va sempre condiviso con chi ami. L’amore e la famiglia sono tutto.
E ora per le amiche di lingua inglese che so che mi seguono abbastanza numerose:
We put together the 10 most common mistakes and stereotypes about Italian Cooking abroad…so you can avoid them! Share this note with your friends 🙂
1- You shall not sip cappuccino during a meal!
Coffee and cappuccino are the pride of Italy in the world; but if the first is usually consumed at the end of the meal, the second, more substantial, is sipped at breakfast, usually accompanied by some pastry. You can ask for a cappuccino at the end of a meal, just know that most Italians don’t.
2- Risotto and pasta are NOT a side dish
The organization of courses in the Italian dining is unique and requires pasta and – most of the time –risotto to be served by themselves (apart from specific recipes such as Ossobuco milanese-style). The presentation of pasta as a side dish to others is widespread in several countries, but in Italy is seen almost as a sacrilege.
3- You shall not add oil to pasta water!
Oil should not be added to pasta cooking water! Pasta dressing (and oil too) must be added only after you have drained it from its cooking water. Find out how to cook pasta like an Italian here.
4- Ketchup on pasta: please, don’t
This is one of the combinations that most shocks Italians; although ketchup may have some similarities to tomato sauce, pouring ketchup over pasta in the “Bel Paese” is considered a real gourmet crime. Keep ketchup for your french fries or hot dogs, please!
5- Spaghetti Bolognese? No way, it’s Tagliatelle!
While probably being the world’s most popular Italian recipe, you will not find any restaurant in Bologna to eat it. That’s because the original Italian recipe is “Tagliatelle Bolognese” (not spaghetti).
Although this may seem a minor detail, in real Italian cuisine the pairing of the right kind of pasta with the right sauce is considered almost sacred.
6- Chicken Pasta: not in Italy
Speaking with American friends, one of the most frequent requests is the advice for a typical Italian recipe for pasta with chicken. It’s always rather embarrassing to point out that in Italy there are no hot dishes featuring pasta and chicken.
7- “Caesar salad”
This salad, which bears the name of its supposed creator, Caesar Cardini, is a part of the long list of recipes devised by chefs of Italian origin, but in fact is almost unknown in Italy.
8- The red and white checkered tablecloth is only a stereotype !
For some strange reason, these tablecloths are universally associated with our food and with the stereotype of the “spaghetti-eater”, and abroad almost all the restaurants that want to play typical Italian use them. Probably, tourists who come to visit Italy remain somewhat disappointed when they discover that the checkered tablecloths are almost never used (only restaurants for tourists do!)
9- “Fettuccine Alfredo” are popular only overseas
This is perhaps the most curious in this top ten. The fettuccine Alfredo is both the most famous “Italian” food in the United States and the least known dish in Italy.
These noodles, seasoned with butter and Parmigiano Reggiano, are in fact actually been invented in the “Bel Paese”, specifically by Alfredo Di Lelio, the owner of a restaurant in Rome, but in Italy have never been imposed as a traditional dish. Overseas, however, have become increasingly popular and in time became a symbol of the good life in Rome.
For this reason legions of American tourists coming to Italy hoping to enjoy the fettuccine Alfredo at every restaurant on the peninsula remain very disappointed.
10 – You shall respect tradition and what Italian mamma says.
She knows from her mamma, who knew from her mamma who knew from her mamma and so on. It’s been tried and tested. And what a mother teaches at her daughter while they are cooking? that love is the center of all. We must share Italian food with your loved ones. It is what life, love and family are all about.
Are you ready to learn the secrets of Italian culinary arts? Visit Academia Barilla!
Ricevo e volentieri pubblico ,questa precisazione:
LA STORIA DI ALFREDO DI LELIO E DELLE SUE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” NOTE IN TUTTO IL MONDO – LA TRADIZIONE FAMILIARE CONTINUA PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA
Con riferimento al Vostro articolo che cita mio nonno Alfredo Di Lelio, creatore delle “fettuccine all’Alfredo”, ho il piacere di raccontarVi in breve la sua storia.
Alfredo Di Lelio aprì il ristorante “Alfredo” nel 1914 in un locale nel centro di Roma, dopo aver lasciato il suo primo ristorante condotto con la madre Angelina a Piazza Rosa in cui furono inventate nel 1908 le note “fettuccine” dedicate da Alfredo a sua moglie Ines (Piazza Rosa è scomparsa nel 1910 a seguito della costruzione della Galleria Colonna/Sordi).
Nel 1943, durante la guerra, Di Lelio cedette detto locale a terzi estranei alla sua famiglia.
Nel 1950 Alfredo Di Lelio decise di riaprire con il figlio Armando il suo ristorante a Piazza Augusto Imperatore n.30 “Il Vero Alfredo”, alla cui fama nel mondo ha fortemente contribuito il nipote Alfredo e che oggi è mia cura gestire.
Le fettuccine sono servite con le famose “posate d’oro” (forchetta e cucchiaio d’oro) regalate nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità). E’ da allora che le “fettuccine all’Alfredo” cominciarono a diventare famose negli Stati Uniti.
Il ristorante di Piazza Augusto Imperatore è, quindi, quello che segue la tradizione familiare di Alfredo Di Lelio e delle sue note fettuccine (cfr. il sito di “Il Vero Alfredo” http://www.ilveroalfredo.it, in cui sono presenti anche informazioni sul franchising).
Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono alla nostra famiglia.
Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
Cordiali saluti
Ines Di Lelio
Non dubito che il ristorante “il vero Alfredo” sia tra i negozi storici della capitale, ma credo che quello che il Decalogo Barilla intende è che le fettuccine all’Alfredo non sono un piatto della tradizione italiana, come il ragù o la pizza o l’ossobuco..e che forse sono più famose negli Usa che in Italia.


















LA STORIA DI ALFREDO DI LELIO E DELLE SUE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” NOTE IN TUTTO IL MONDO – LA TRADIZIONE FAMILIARE CONTINUA PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA
Con riferimento al Vostro articolo che cita mio nonno Alfredo Di Lelio, creatore delle “fettuccine all’Alfredo”, ho il piacere di raccontarVi in breve la sua storia.
Alfredo Di Lelio aprì il ristorante “Alfredo” nel 1914 in un locale nel centro di Roma, dopo aver lasciato il suo primo ristorante condotto con la madre Angelina a Piazza Rosa in cui furono inventate nel 1908 le note “fettuccine” dedicate da Alfredo a sua moglie Ines (Piazza Rosa è scomparsa nel 1910 a seguito della costruzione della Galleria Colonna/Sordi).
Nel 1943, durante la guerra, Di Lelio cedette detto locale a terzi estranei alla sua famiglia.
Nel 1950 Alfredo Di Lelio decise di riaprire con il figlio Armando il suo ristorante a Piazza Augusto Imperatore n.30 “Il Vero Alfredo”, alla cui fama nel mondo ha fortemente contribuito il nipote Alfredo e che oggi è mia cura gestire.
Le fettuccine sono servite con le famose “posate d’oro” (forchetta e cucchiaio d’oro) regalate nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità). E’ da allora che le “fettuccine all’Alfredo” cominciarono a diventare famose negli Stati Uniti.
Il ristorante di Piazza Augusto Imperatore è, quindi, quello che segue la tradizione familiare di Alfredo Di Lelio e delle sue note fettuccine (cfr. il sito di “Il Vero Alfredo” http://www.ilveroalfredo.it, in cui sono presenti anche informazioni sul franchising).
Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono alla nostra famiglia.
Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
Cordiali saluti
Ines Di Lelio
Brava…. Sono sempre le cose che penso quando vado all’estero e quello che mi fa impazzire sono gli spaghetti alla bolognese….ORRORE…. Da buona romagnola e italiana mi viene rabbia vedere come rovinano la nostra cucina. Ciao Milena
Ad Amsterdam ho visto una pizza ..su un tapis roulant: c’era come un ..binario che si muoveva lentamente in direzione di un forno, piccolo e aperto e mentre andava veniva prearata con del formaggio che veniva spremuto sopra da un tubo, passava nel fornetto e usciva dopo poco ..pronta!
E della pizza ai “pepperoni” americana ne vogliamo parlare? Che in realtá è al salame?
Divertentissimo ! tra parentesi, io sono francese e posso dire che le tovaglie a quadrettini rosso e bianco sono tipiche in Normandia.
Ho dei parenti in Germania che hanno mangiato in un ristorante italiano in Germania : “Italienische Tomatensuppe”. Il giorno dopo ho preparato il minestrone all’italiana. E stato apprezzato, non le conoscevano, eppure in Germania le numerose minestrine non mancano mai nei menu.
Cordiali saluti,Eva
Certo che sei fortissima !!!!! Ciao Pina
Qué bueno lo tuyo, Marica!!!! Qué buen articulo!!!!
I couldn’t agree with you more!!! Grazie.
Je suis française, et pourtant, à part ce qui concerne le poulet, je connaissais tous les commandements !
Je fais partie de la Dante Alighieri de ma ville, je séjourne au moins une ou deux fois par an en Italie, j’étudie l’italien depuis une dizaine d’années et j’adore votre cuisine.
J’ai de nombreuses amies italiennes, qui m’ont enseigné les principales erreurs à ne pas commettre.
Je précise que les restaurants italiens de ma ville pratiquent ce que vous dénoncez. Même un Sicilien pur jus, qui nous expliquait qu’il avait dû s’adapter aux habitudes françaises ( à mon avis il a tort).
Oui, vous devriez lancer une campagne internationale de défense de la vraie cuisine italienne !
Amitiés
Traduco per chi non conosce il francese:”sono francese e a parte l’articolo che riguarda il pollo conoscevo tutti i comandamenti( nemmeno io sapevo che esiste una pasta con il pollo..) faccio parte dell’associazione Dante Alighieri della mia cittá,vengo in Italia una o due volte l’anno,almeno,studio l’italiano da una decina d’anni( allora i prossimi commenti scrivili in italiano così ti capiranno tutti)e adoro la vostra cucina,ho molti amici italiani che mi hanno insegnato a non commettere i principali errori,preciso che i ristoranti italiani della mia cittá praticano ciò che voi denunciate( il ketchup sulla pasta?)anche un siciliano che ci apiegava che aveva dovuto adattarsi alle abitudini francesi( e secondo me a torto)
Dovreste lanciare una campagna a difesa della cucina italiana!”
Ringrazio l’amica francese per il contributo,credo però che ci sono stranieri e..stranieri! Ho mangiato in Cornovaglia un delzioso risotto con gli asparagi,e ci sono a Londra come a Newyork fantastici( e carissimi) ristoranti italiani,è come per tante altre cose,ci sono i film d’autore e quelli di serie B..peccato per il rstoratore siciliano, se avesse più coraggio potrebbe stupire, la cucina siciliana come tutte le cucine regionali italiane, sono varie e fantastiche!
Poi ci sono gli stereotipi,italia=pizza e mandolini…è come dire che i francesi mettono la panna dappertutto..
Ho trovato tutti questi orrori durante il mio soggiorno in francia, quasi un anno di: NON SI METTE IL KETCHUP SULLA PASTA!!! noooooo la pasta vicino la fettina di carne!!! prendi il cappuccino durante il pranzo???????
Momenti difficili da dimenticare, attimi che non auguro nemmeno al mio peggior nemico!!!
ed è in questo modo che si rovina l’immagine della nosttra cucina.
Per fortuna però quelli che conosco hanno corretto questi orrori, tranne una collega che…vabbè è ai limiti dell’umano quindi correggerla richiedeva moooolto più tempo di quello che io avevo! Dovremmo lanciare una vera campagna correttiva!!! 😉
..ci si sta provando..vedo dalla parte tecnica del blog, che le lettrici sono di tante nazionalità, perfino in Nuova Zelanda e poi molti dei miei modelli sono tradotti dall’inglese, per cui..
sei strepitosa Marica! Ti seguo da pochissimo, ma mi sono già affezionata al tuo blog. Sono felice che tu abbia tradotto in inglese le 10 regole perché quando avevo un ristorante, qualche anno fa, ne vedevo delle belle! Ciao
Alessandra
..spero che tu non cucinassi gli spaghetti alla bolognese..non è una mania, è che il ragù alla bolognese vuole una pasta che assorba il sugo come fa la sfoglia all’uovo(possibilmente fatta a mano con tagliere e mattarello di legno, che la rende più ruvida,ma devo dire che ad esempio le tagliatelle integrali Rana non sono niente male..tocca adattarsi..),mentre la pasta liscia come appunto spaghetti o penne lo fa scivolare via..
Marìca, grazie tantissime per questo divertente decalogo! La versione inglese le giro subito a mia figlia in Canada, perché lo diffonda fra le sue conoscenze, mentre quella italiana fra i miei amici svizzeri tedeschi. Spero che serva!
diffondi,diffondi..ma non è per niente divertente, rispetta purtroppo la realtà.