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Posts Tagged ‘maglia san valentino’

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Oggi San Valentino, festa degli innamorati ma l’amore è universale quindi anche quello di una mamma o di una nonna..

Il completino della foto lo feci per la prima nipote femmina.. e l’unica femmina dopo 3 figli maschi e 6 nipoti maschi.,!

Ho iniziato a lavorare a maglia “da grande” , facevo cose per i miei figli quando erano piccoli, ma essendo 3 maschi non mi hanno mai dato molta soddisfazione in tal senso.

Ricordo un aneddoto che forse renderà meglio l’idea: accompagnavo assieme ai 2 fratelli più grandi il più piccolo ventenne all’aeroporto, partiva per fare un anno di Erasmus a Madrid (e se avessi visto prima il film”l’appartamento spagnolo “non ce lo avrei mandato!), gli avevo fatto con tanto amore un bel maglione che pensavo gli avrebbe ricordato nel lungo inverno madrileno. (…) la casa e la sua famiglia;premetto che è rosso di capelli, potrebbe essere scozzese, e uno dei fratelli gli fa:” dove vai con questo maglia da vecchia checca irlandese?!” inutile dire che il maglione non l’ho più visto.

Ho dovuto quindi aspettare la nascita dei nipoti per ritrovare la vena creativa, e nel frattempo è arrivato internet! E bè, con quel po’ d’inglese e di francese che conosco spazio in vasti campi e ogni giorno faccio nuove scoperte.

Ed è grazie ai nipoti ( che nel tempo sono diventati ..7.. da Vittorio il primo ora quindicenne a Edoardo l’ultimo che ha appena compiuto 8 mesi ) e sul filo della tenerezza , ho ricominciato a lavorare

So bene che finché sono piccoli non si rendono conto di nulla, ma credo che tutto l’amore che viene riversato in quei golfini in qualche modo gli arrivi..!

Contemporaneamente alla riscoperta della maglia iniziai a fare lezioni di maglia, scoprendo con gioia che non sono sola .. infatti nel tempo sono venute in tante.. neo nonne o mamme e anche giovani professioniste che vogliono prendersi del tempo per se stesse..

Fino alla fine degli anni ’60 tante lavoravano a maglia, non c’era ancora la moda pronta ..

Poi tra il prèt a porter e l’ondata femminista che ci ha fatto rinnegare le abilità manuali e femminili, la maglia è stata un po’dimenticata.

Almeno qui da noi; pensate che ho saputo invece che negli Usa a scuola si è tornati a fare” economia domestica” che come quelle della mia generazione ricorderanno un tempo si faceva alle medie anche da noi, assieme al ricamo ecc.

Si è anche scoperto quanto è rilassante , la chiamano il nuovo yoga e si dice che:” un’ora di maglia al giorno toglie lo psichiatra di torno..!!” Con in più la soddisfazione di avere creato qualcosa di bello con le proprie mani .

Fare maglia ha anche una funzione “terapeutica”   prendendo spunto ad esempio dal cuscino di fiori di maglia  come questo:

l’autrice è mamma di un bambino gravemente autistico e dice che la maglia le ha salvato la vita.

Contare le maglie è come fare yoga, la mente è concentrata su qualcosa di creativo e alle volte  si ha proprio bisogno di staccare” i fili”, e il creare da quell’anonimo gomitolo una piccola opera d’arte per  il proprio bambino o nipotino, o per farne oggetto di un piccolo regalo, un pensiero affettuoso, è gratificante e ci aiuta a stare meglio .

E quindi, se il mio lavoro può fornire anche un piccolissimo aiuto  in questo senso,mi sento già ripagata.

Quello che segue mi e’ stato mandato da una lettrice,Nonnalu:

“Voglio un filo di lana lungo quanto un romanzo russo e voglio mettermi la sera a lavorare il filo in capitoli e quadratini ragionando sul ricordo dei colori e delle persone e componendo frasi all’uncinetto e dialoghi a maglia alta e inventando losanghe, trecce e ventagli soffici come i primi versi di un amore e strappando il filo prima di intravvedere la fine del gomitolo.

E voglio disfare vecchi maglioni infeltriti e usare il cuore caldo della loro lana buona per fare una coperta nuova che contenga quei maglioni e offra ai loro fili una seconda opportunità. E voglio intrecciare i miei pensieri sfruttando il conforto della geometria e la grazia matematica dei punti da contare per non aumentare il mucchio di avanzi che è rimasto nel cesto della vita, alla rinfusa.

Ah, la coperta, poi, ve la regalo!”

L’ho trovata bellissima

L’autrice:Susanna Basso

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Susanna_Basso

Attraverso internet e i vari blog sono entrata in contatto con tanta gente e quasi tutti hanno  capito  lo spirito che sta alla base di internet che è la condivisione.

Traducendo modelli da autori inglesi ne ho apprezzato la chiarezza e la grande professionalità nelle spiegazioni: praticamente chiunque, anche chi è alle prime armi, è in grado di seguire la spiegazione e quindi eseguire il modello.

Gli inglesi e anche le autrici americane, amano il “lace”: il traforo o i bei motivi “aran” irlandesi o i jacquard, i “fair isle” divertenti e coloratissimi.

I francesi ci assomigliano un po’, quindi spiegazioni un po’ più sommarie, danno per scontato che chi si  accinge a leggere la spiegazione sappia già lavorare a maglia, in cambio hanno modelli moderni e assolutamente alla moda

Ed  ecco quindi come è nato questo blog, la voglia di condividere con voi amiche che mi venite a trovare, le mie scoperte.

Vorrei dare un consiglio che è frutto della mia esperienza, usare sempre ottime lane, la merino ad esempio,sono antiallergiche e anti infeltrimento, e senza aggiunta di materiali sintetici che creano elettricità, rendono ” lucido”  il lavoro e stirandolo questo si appiattisce.

L’immagine della marmellata “Bonne Maman ” con gli “scones” e la “clotted cream” c’entra poco con la maglia ma molto con la ”voglia di leggerezza”, riunisce due cose che amo : le marmellate della Bonne maman, (assaggiate quella ai mirtilli selvatici, si trovano da Auchan) e gli scones con la clotted cream( a Londra da Liberty’s)e poi nei barattoli vuoti della marmellata ci tengo i bottoni per le mie piccole creazioni.

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