Sono tornata nella mia città solo dalla mattina alla sera,lì la neve è caduta sul serio.. ma oggi c’era il sole e nel breve giro di amarcord che sono riuscita a fare ho strappato un concentrato di bellezza,e voglio dividere con voi un po’ di queste immagini:
le “sfogline”al lavoro “di mattarello”.
IL”Mercato di mezzo” nel cuore medioevale della città:
Il compromesso:si mangia in mezzo ai libri:
UN RECUPERO:
Il 5 dicembre si è inaugurato in pieno centro storico, a Bologna, un nuovo spazio multifunzionale che in un unico luogo riunisce la passione per la lettura e per il cibo di qualità. La catena delle librerie Coop si fonde con Eataly il gruppo enogastronomico che promuove prodotti naturali legati al territorio. All’interno di uno spazio di 1450 metri quadrati troviamo una libreria da 90.000 volumi , uno spazio per incontri, mostre e spettacoli, un caffè, un’osteria e un’enoteca didattica. Il progetto di ristrutturazione firmato dall’architetto Paolo Lucchetta, dello studio veneziano Retaildesign, si basa sul recupero dell’antico edificio storico in mattoni (l’ex Cinema Ambasciatori) e l’inserimento all’interno di una struttura nuova che si distingue nettamente dall’involucro antico: tre nuovi piani, costruiti in ferro e calcestruzzo. Il progetto è riuscito a tenere uniti il forte carattere storico dell’edificio pre-esistente con la contemporaneità della nuova costruzione e del suo allestimento, dando corpo all’idea di una nuova funzione mista.
L’ex Cinema Ambasciatori prima e dopo l’intervento (1,2)
lo spazio del mercato durante e dopo i lavori (3,4)
La nuova funzione: si mangia si beve e si legge
La poetica del progetto, oltre che dal luogo, trae ispirazione dalla nuova funzione, cioè dalla volontà di amalgamare acquisto di libri e cibo. Il connubio fra leggere e mangiare in un solo luogo di intrattenimento e consumo richiama immediatamente la tradizione nord europea del caffè letterario. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’accoppiamento lettura e gastronomia si è sviluppato su scala maggiore in molti centri commerciali, e bookstore, soprattutto negli Stati Uniti. Il progetto Ambasciatori sviluppa ulteriormente questo concetto in direzione di una vera e propria attività unificata del retail. Il tutto sotto il segno dei prodotti di qualità. Si è cercato di armonizzare i diversi stili di consumo e di servizio, tra cibi e lettura, in relazione anche ai diversi piani dell’edificio. Al piano terreno, ad esempio, si trova la sezione dedicata al grande pubblico, con la narrativa e la sezione dedicata ai tascabili: una modalità di lettura veloce che ben si accorda con lo spazio forum e la caffetteria bar. Mentre al terzo piano la sezione dedicata ai volumi di geografia e al territorio si offre come approfondimento ai clienti dell’enoteca.
Bologna “La dotta”,l’Archiginnasio:
Il palazzo, già sede dell’Università di Bologna, perpetua la sua funzione di scrigno del sapere ospitando ormai da due secoli la Biblioteca civica. Ubicato com’è nel cuore della città, è da sempre anche in quello dei suoi cittadini che fin dalla fondazione della biblioteca vollero legare il loro nome a quest’istituto, con numerosissime donazioni di fondi librari e di importanti cimeli bibliografici che ne hanno accresciuto il patrimonio, secondo una tradizione di mecenatismo che si concreta oggi negli interventi degli sponsor, determinanti nella realizzazione dei più innovativi progetti dell’istituto.
Il segno tangibile della storia dell’edificio si legge nel palinsesto delle sue pareti, dove i monumenti intitolati a cardinali legati e ad illustri professori che vi insegnarono, gli stemmi di studenti che accorsero da tutto il mondo per attingere alle fonti del sapere, si alternano a monumenti commemorativi che ricordano i donatori della Biblioteca. Si tratta di storie ormai indissolubilmente legate: la seconda, della Biblioteca, quasi naturale proseguimento della prima, dell’Università, che vi rimase sino al suo trasferimento a palazzo Poggi nel 1803.
La” Galleria Cavour”:inaugurazione del nuovo negozio Chopard:
E poi le immagini del “cuore”. piazza Santo Stefano:
http://www.flickr.com/photos/leleraf/
Il mio Liceo, il liceo classico Galvani, dove hanno insegnato Pascoli e Carducci(e dove ha studiato Pasolini):
Biblioteca Zambeccari
Mi prende al respiro, ogni volta che entro nella sala della biblioteca Zambeccari, dentro al liceo Galvani di Bologna. E’ altissima, chiara, con gli affreschi al soffitto e un lungo soppalco, con gli scaffali avorio, alcuni pieni di vecchi libri ma molti altri vuoti. E la luce entra dai lucernai con una morbidezza speciale. Imponente, ma non supponente. Come dovrebbe essere il sapere. E con molti vuoti.
sono quella al centro con il golfino scuro
E PER FINIRE,IO SONO NATA QUI, IN QUESTA CASA ATTACCATA ALLA” TORRE PRENDIPARTE”:
UN IMMAGINE DI BOLOGNA NOTTURNA DALLA TORRE:




































sono passati mesi dal tuo post ma volevo dire la mia comunque,io ci vivo a bologna sono bolognese doc da tante generazioni,come mi piace vederla in foto e vivere il suo centro così raccolto e pieno di fascino tra poco sarà natale e lei sarà ancora più bella .Sono stata in tanti posti e in molti avrei voluto vivere ma la mia bologna è unica almeno per me .Grazie marica …
cinzia di bologna
sono felice di averti passato le mie emozioni..
Conosco bene quella nostalgia… Grazie per questo viaggio fotografico che riporta a radici profonde e forti nonostante gli strappi della vita.
Un saluto a te e un battito in più del cuore per Bologna. Maria Antonietta
Grazie delle bellissime foto, mia nonna era nata a Bologna e abbiamo la tomba di famiglia, mia nonna si chiamava Asor RosaMargherita e io sono seconda cugina di Alberto Asor Rosa.
Grazie ancora.
14 anni fà sono rimasta a Bologna per un pò di mesi perchè mio figlio era ricoverato al Rizzoli per un incidente con la moto(ma ancora ne ha due ,purtroppo, una a Roma e una a Terracina).Eravamo alla 3 divisione la parte antica.Grazie infinite al dottor G Galli per tutto,allora soprannominato il re de gli anelli (ilizarov).Grazie agli amici bolognesi di amici di Roma che ci venivano a trovare e ci facevano sentire a casa.Grazie a Bologna con i suoi portici, negozi, piazze,vicoli con il mercato(la tua foto)ecc ecc.Nonostante le difficoltà,ho un bellissimo ricordo(ero affascinata da tutto).Ora concludo altrimenti sarei capace di scrivere un libro.Grazie anche a te Marica I bolognesi sono ospitali e generosi.
P.S (in via D’Azeglio le scarpe costavano uno stipendio)
Bellissima la tua carrellata, sia come fotografia che come descrizione dei luo .Nel rapporto cultura- degustazione, tipo nei nuovi locali, ritrovo un pò la cura mitteleuropea dei cult-cafè di Trieste. Mi piace tanto la definizione del sapere “imponenete ma non supponente”. Perfetto quanto dici sulla possibile coesistenza e quasi…interazione tra cultura e gastronomia… Anche a Messina l’Accademia della Scocca vedeva personaggi del livello di Quadimodo, Vannantò, e altri di alto livello che comunque alternavano storiche “mangiate” a dicussioni letterarie di altissimo ed incidente livello culturale.
Come mai non hai inserito Bologna nei “Futili Pensieri” ? Mi pare che non ci sia un deciso spartiacque tra l’una e l’altra rubrica.. Abbracci per tutti. Liliana.
Poi sposto l’articolo di “là”, ma volevo che tutte le mi lettrici vedessero Bologna ,ieri era particolarmente bella, il sole esaltava i rossi e rosa delle facciate.
Ti seguo ormai da un bel pò essendo una appassionata di maglia e di uncinetto,attraverso i tuoi consigli e lavori meravigliosi mi dai spunto ogni volta per delle nuove idee.Mi sei stata e mi sei di grande aiuto perchè io posso dire di essere un autodidatta anche se da ragazza già lavoravo a maglia e la pèassione già c’era.Con la mente guardando la bellissima Bologna che sempre porterò nel cuore essendo vissuta i primi anni sposata a Molinella un paese vicino circa trenta chilometri e che spesso andavo a visitare con delle belle passeggiate mi è venuta una grande nostalgia perchè quelli sono stati per me gli anni più felici.Un abbraccio.
fa sempre un certo effetto tornare nel posto d’origine anche se sono passati tanti anni e, cose, negozi,facce ecc. possono essere cambiate.
essendo io emiliana, a bologna ci sono stata due otre volte.
ciao e buona giornata
rina
ah la “saudade”! Ti prende sempre a tradimento e ti piega le ginocchia.
E Bologna è sempre una gran bella città!
che foto stupende!grazie di avermi fatto conoscere Bologna..e sei veramente una fotografa bravissima …oltre alla maglia dovresti insegnare molte cose..grazie
Cara Marica, è un piacere leggerti di qualsiasi argomento tu parli…Ho visitato Bologna per la prima volta un mese fa e la rivedo con piacere attraverso la tua “guida”. Il tuo blog è unico nel panorama della rete, l’ho scoperto dopo Natale e lo sto esplorando poco a poco, sistematicamente, per non farmi sfuggire nessuna delle tue perle…una miniera di idee inesauribile e un piacere che si rinnova ogni giorno… Grazie cara, un abbraccio
che bellissimo reportage!
Ti ringrazio perchè sei stata un’ottima guida turistica in guesta gita fuori porta, pur rimanendo a casa.