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Archive for the ‘BAMBINE E BAMBINI FINO A 2 ANNI’ Category

E’ di “Knitting fever” questo cappottino quanto mai “basico”,è semplice; io lo trovo molto carino così,ma può essere una base per sbizzarrirsi e fare qualche cambiamento( bordi a legaccio o punto riso, fare un colletto diverso, magari smerlato se è per una bambina., oppure toglierlo e metterci un cappuccio..)

qualche treccia nel davanti( prevedere qualche m in più in questo caso)

Viene dato in queste misure:

3/6 mesi 6/12 mesi 12/18 mesi 18/24 mesi

Ferri 4,5 (altro…)

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Sempre da “Prestigio” settembre 2004

SPIEGAZIONE DEI SIMBOLI

tondo-1 m legaccio-quadratino nero-1 m diritta-quadrato con riga orizzontale- 1 m rovescia

freccia scura verso destra-una diminuzione semplice,( accavallata)

– verso sinistra-2 m assieme al diritto

freccia chiara verso destra- 1 dim semplice al rov

– verso sinistra-2 m assieme al rov

Mi rendo conto che starete giàpensando alle cose invernali, ma un po’ per il nome8 la mia unica nipotina femmina dopo 4 nipoti maschi e 3 figli maschi, si chiama Flavia), ma poi questo completo è dolcissimo, da fare sia in bianco che rosa pallido o celste, ma anch con colori forti per un bimbo bello abbronzato.

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SCARPINE

si il berretto che le scarpine vanno per misure nascita e 3 mesi

Da :”Tricot calins pour mon bébé” di Catherine Bouquerel

ed.le temps apprivoisé

http://www.letempsaprivoise.fr

Una lettrice in difficoltà con la traduzione mi ha chiesto un aiuto, per cui..

BERRETTO

conn i ferri 2,5

montare 95(107) m e fare 4 ferri a coste 1/1 poi continuare a p riso.

A 6,5(7,5) cm cominciare le diminuzioni ogni 4 ferri.

Lavorare 6m(7), poi.” 1 acc doppia,( passare 1 m senza lav, lavorare le 2 seg assieme, e accavallare quella non lavorata sulle due),13(15)m” ripetere 5 volte quello che è tra virgolette,e terminare con 1 accavallata doppia e 6(7) m.

Ripetere queste dim ancora 5(6) volte ogni 4 ferri , una sopra le altre( nella stessa posizione)

Lavorare 2 ferri, poi un ferro in questo modo:

1 m,7 v 1 acc doppia, e 1m, poi chiudere le 9 m restanti.

Fare un nodo nei due colori della lana, come fatto per la salopette(montare 8 m poi fare 8 ferri a legaccio e chiudere, passare della lana attorno al centro e fissare).

Con l’uncinetto e il blu scuro fare una catenella di 3 cm e un’altra di 6 cm

Cucire il berretto, attaccare i nodini sul cordino e fissarli alla punta del berretto.

SCARPINE

Con i ferri 2,5

montare 29(33)m e lav a legaccio distribuendo 4 aumenti al primo ferro in questo modo:

2 m dir,1 aum( fare gli aumenti intercalari),12(14) dir, 1 aum,1dir,1 aum,12(14) dir, 1 aum 2 dir

Ripetere questi aumenti ancora 3 volte ogni 2 ferri,sempre dopo le prime 2 m e prima delle ultime 2 e ai lati della m centrale.

Continuare a p riso sulle 45( 49) m ottenute per 8 ferri, poi fare2 dim doppie a m centrale( passare 1m senza lav, lav le 2 seguenti assieme, accavallare la prima su queste)in questo modo:

17(19) m,1 acc doppia a m centr,5 m,3 m assieme, e 17( 19) m

Ripetere queste dim 2 ferri dopo, 16(18), 1 acc doppia a m centr,3 m, 3 m assieme,16(18) m, poi chiudere morbidamente tutte le maglie.

Per il cinturino , montare 8 m,poi lav 6 ferri a legaccio e chiudere.

Cucire il cinturino su un lato della scarpina, poi attaccare un automatico sopra la scarpina e sotto il cint e un bottoncino (di decorazione) sopra il bordo del cinturino

La seconda scarpina uguale ma attaccare il cinturino dall’altra parte.

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Girovagando nel web, mi sono imbattuta in questo sito:”PIERROT”, nome francese, modelli giapponesi tradotti in inglese.

Quello che mi ha intrigato di questi modelli, è la presentazione.

All’inizio viene fornita una spiegazione generica del modello, seguita non dalla solita descrizione rigo per rigo a cui siamo abituati, ma dal disegno del modello corredato di misure , n dei ferri ecc.

Me lo sono dovuto studiare un attimo, ma poi ci si arriva, e, per chi ha problemi con le lingue, alla fine, capito il meccanismo, risulta più facile.

I termini sono in inglese,ma come sapete ci sono i dizionari online dei termini ( Betta’s knittionary ad es)

Nel sito ci sono tra l’altro, video esplicativi sia di maglia che di uncinetto (muti)

Ecco un modello

Per lo schema e il sito cliccate QUI

fatemi sapere cosa ne pensate.

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Il motto del blog vorrei che fosse:” DA INTERNET SI PRENDE ;MA BISOGNA ANCHE DARE”, non credo che debba spiegare cosa intendo dire, il progetto di creare un contenitore di modelli in italiano è sempre lì, in attesa dei vostri modelli.

So che molte di voi pensano di non essere abbastanza creative,perchè magari a volte partono da un modello e poi in corso d’opera, lo modificano, ma ..”così fan tutte..”.

Per cui via, niente scuse damose una mossa!

Ma ora torniamo al modello, niente di particolarmente originale, ma ha una buona vestibilità.

“Il filato è l'” ICE CREAM “dell’ADRIAFIL,un misto di lana al 60% e di sintetico.

E’ una lana bouclè , un filo di azzurro assieme ad un altro molto sottile con pallini colorati, l’effetto finale è un po’ quello della spugna, per cui l’intento era quello di fare una vestaglietta.

l’avevo già da un po’ per cui , visto che Flavia cresce a vista d’occhio mi sono decisa a lavorarla.

le istruzioni dicevano di usare i ferri 6, in realtà ho usato 4 e 4,5 e ho fatto bene.

Questo è il risultato:

Potrò mai smettere di lavorare dall’alto?

Misure 12/18 mesi

ferri 4/4,5

Si comincia dall’alto,

Si lavora a legaccio fino alla fine degli scalfi poi a m rasata mantenendo a legaccio le prime e ultime 8 m dei bordi. (altro…)

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Da Phildar n355 del 2001

Questo piccolo cardigan fa parte di una nuova categoria, che ho chiamato:”I BASICI”

Ve ne ho giàparlato .credo,sono quei capi molto semplici ma funzionali ed essenziali,facili da fare , spesso intramontabili, come un golfino incrociato, o un gilet con le trecce,o un piccolo bolerino per una bimba o un cappottino con cappuccio o la copertina semplice semplice.

Quindi faranno parte di questa categoria i capi che via via riterrò essere irrinunciabili; e vediamo se incontreranno la vostra approvazione.

Ritornando al cardigan , proporrei una versione..tutta d’un pezzo.

Si comincia a lavorare dal basso del dietro per arrivare al fondo del davanti, si inizia a lavorare con un gomitolo,si finisce con 2 .

Quindi ,si montano le m del dietro, arrivati all’altezza degli scalfi si fanno gli aumenti laterali per le maniche( propongo di farli a gruppi, magari dividendo la lunghezza della manica in tre, prima un gruppo di maglie dallo scalfo in giù, al ferro successivo un altro gruppo e poi il terzo, praticamente: arrivati all’altezza in cui in una lavorazione tradizionale dovreste fare gli scalfi( o tirare diritto) aumentate a destra e a sinistra , montandole a nuovo, un certo n di maglie che poi lavorerete assieme al corpo.

Quindi, lavorando su tutte le maglie,si arriva alle dim per lo scollo( seguendo la spiegazione originale), poi, invece di chiudere le m delle spalle, dopo le diminuzioni delle m dello scollo( o dopo aver chiuso le m dello scollo del dietro)si riaumentano le m,lavorando con 2 gomitoli, per i davanti, seguendo l’originale, ma al contrario, cioè aumentando invece di diminuire.

Un consiglio: quando riaumentate le m dello scollo fatelo all’interno di 1 oppure di 2 m, cioè,nello scollo del davanti destro, quando mancano 2 m alla fine del ferro, fate un aumento intercalare, e, nello scollo del davanti sinistro, dopo 2 m fate l’aumento, il lavoro verràpiù regolare.

Arrivati ad avere tutte le m dei 2 davanti, si continua a lav fino a che, piegando il lavoro in avanti, si è raggiunta la larghezza del polsino, e a questo punto si fanno le diminuzioni per la manica come per l dietro si sono fatti gli aumenti; diminuite tutte le m delle maniche, si finiscono i davanti.

Lavorerei a legaccio anche metà delle maglie della manica.

Tutto chiaro?

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Nella rivista “Prestigio” del settembre 2008, c’è anche quest’altro completo con le foglie.

La rivista è delle edizioni:”Alexandra”, propone pubblicazioni diverse di diverse arti creative.

Il sito è:”www.alexandra.it”

Non avevo pubblicato anche quest’altro modello, con il motivo delle foglie, perchè mi era parso inutilmente complicato, ma poi ho pensato che può comunque interessare, e rappresenta una ulteriore versione partendo dallo stesso motivo.

E ora la spiegazione dei simboli, qui sono solo 3:
tondo nel quadretto-1 gettato

quadretto nero-1 diritto

quadretto con riga orizzontale-1 rovescio

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Da Phildar 355 del 2001

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Il modello è tratto dalla pubblicazione :”Doux et naturel”, modelli Phildar, ed. Marie Claire, si può acquistare dal sito della Phildar( versione in francese).

ne è stata fatta anche la versione italiana, ma risulta esaurito,ma..io le avevo tutte e due..

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Dalla rivista “Prestigio”

settembre 2008

Nella spiegazione dello schema 1, riporta “27”m, calcola anche i gettati che si devono ancora fare quindi.

SPIEGAZIONE DEI SIMBOLI

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