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Grr10.

http://poussieresdetoiles.petitsmots.net/archives/795-Les-explications….html#comments

.e se dopo questo ennesimo modello a ferri accorciati ancora non vi viene voglia di provare a farne uno..beh..non ho parole!

misura 2/3 anni

ferri3,5

Montare 78m e lavorare 4 ferri a legaccio(si lavora in orizzontale cominciando dal bordo del davanti sinistro verso sinistra quindi,) poi iniziare a lavorare a ferri accorciati:

    • Lavorare  66 m (lasciare in attesa le altre 12), girare e fare un gettato,lavorare il ferro di ritorno. Al ferro successivo ,lav le 66m +8m(lav il gettato assieme alla prima delle m lasciate in attesa)lasciare le ultime 4 m in attesa,girare,fare un gettato e lav il ferrro di ritorno;al f succ ,lav le 74m + le ultime 4m(lavorando assieme il gettato e la prima delle 4m in attesa),girare e lav il ferro di ritorno.
    • Continuare in questo modo fino a 17cm misurati lungo la parte inferiore
    • le maniche : al f succ(cominciando dall’alto quindi) , lav 32m e lasciare le altre 46m in attesa(quelle del corpo),continuare a lav a ferri accorciati in questo modo: lavorare 20m(lasciare le altre 12 in attesa),girare ,fare un gettato,lav il ferro di ritorno ,al f succ lav le 20m +8m lavorando assieme il gettato e la prima delle 8m lasciate in attesa,lasciare le ultime 4m in attesa,girare, fare un gettato e lav il ferro di ritorno .Al f succ,lav 28m e le 4 ultime m lavorando assieme il gettato e la prima delle 4 m ,assieme.
    • Continuare in questo modo fino a 18cm(misurati sulla parte bassa, la  + larga, della manica),poi riprendere di seguito le 46m del corpo e continuare a ferri accorciati come fatto nel davanti,fino a 31 cm ,misurati lungo il bordo inferiore,lav poi la seconda manica come fatto per la prima.A 18 cm misurati lungo il bordo inferiore della manica  riprendere le 46m del corpo e lav il davanti destro, finendo con 4 ferri di legaccio(3 ferri + quello di chiusura, sul rov del lavoro lavorando diritto)
    • fare 2 o 3 asole volanti e cucire i bottoni in corrispondenza.

    • ..E QUELLO A MANICHE LUNGHE PER MAMME NONNE E SORELLONE

    • corinne_side_medium2
    • me l’ha mandato una gentile lettrice :Simona, mamma di RO(grazie..) e la spiegazione  viene da qui:http://www.knitty.com/ISSUEss11/PATTcorinne.php
    • misure capo finito
      circ torace-82cm(90-100-108-112-130-140)
      lunghezza presa lungo il centro dietro dalla nuca al fondo45cm(47-50-50-52-54-57)
  •           cosa serve
    5[5, 6, 6, 7, 7, 8] gomitoli lana merino            ferri circolari n 4 lunghi 100 cmsegnapunti
    spille per m in attesa  oppure un ferro circolare
  •             ago da lana
  •           8 bottoni
  •           campione
  •                            20m per 40 ferri a legaccio=10cm
  •             spiegazione punto maglia here.
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      SPIEGAZIONE

    • Un altro modo ancora di fare i ferri accorciati, questa volta senza accorgimenti per evitare il “buchetto” che si forma quando ad un certo punto, prima della fine del ferro, si gira il lavoro, lasciando il resto delle m in attesa.
    • DAVANTI SINISTRO
      Montare 90[92, 96, 100, 104, 109, 113] m, non si lavora in tondo ma in avanti e indietro come sui ferri diritti
      NotA: gurdate lo schema in basso con le misure della parte bassa del cardigan.Per cambiare la lunghezza ,montare qualche m in più(5m in più=2,5cm di lunghezza in più). le aggiungete o le sottraete prima di mettere il primo segno nel primo ferro d’impostazione del lavoro.ferro d’impostazione-55dir(56, 59, 62, 65, 69, 73) segno,17dir[17, 17, 17, 17, 18, 18],segno, 14dir(15, 16, 17, 18, 18, 18)segno 4dir.

fare 7 ferri diritti

SEQUENZA DEI FERRI ACCORCIATI
F1 [dir del lav]: dir fino al primo segno, girare il lavoro.
FERRI 2, 4, 6 [rov del lav]: dir fino alla fine.
f 3 dir fino al secondo s, girare il lavoro.spacer
f 5-dir del lav-ir fino al terzo segno,girare il lavoro.
ferri 7 e 8 dir.
lav la sequenza di 8 ferri per un totale di  9[10, 11, 12, 14, 15, 16] volte, quindi lav i ferri da 1 a 7 un’altra volta.

MANICA SINISTRA
Ferro succ-rov del lavoro: 35dir[36, 39, 42, 45, 49, 53]; mettere le ultime  55[56, 57, 58, 59, 60, 60] m in attesa (su un ferro circolare).
Girare il lavoro,montare 40[43, 43, 45, 45, 48, 48] m all’inizio del ferro succ= 75[79, 82, 87, 90, 97, 101]m.
Nota: potete cambiare la lunghezza della manica come fatto per il corpo,guardate le misure delle maniche nello schema sotto.

Lav la sequenza  di 8 ferri per un totale di 13[14, 15, 16, 17, 18, 19] volte, quindi lav i ferri da 1 a 7 ancora una volta.

Lav  al dir le m lasciate precedentemente in attesa della parte bassa del corpo.=90[92, 96, 100, 104, 109, 113]m,lav la sequenza di 8 ferri per un totale di  19[21, 23, 26, 29, 31, 34] volte quindi lav i ferri da 1 a 7 un’altra volta.

MANICA DESTRA

Lavorarla come la sinistra

DAVANTI DESTRO

F SUCC-ROV DEL LAV-35 dir[36, 39, 42, 45, 49, 53]; mettere le succ  40[43, 43, 45, 45, 48, 48] m in attesa  e lav le  55[56, 57, 58, 59, 60, 60] m lasciate in attesa precedentemente della parte bassa del corpo= 90[92, 96, 100, 104, 109, 113] m.

Lav i ferri da 1 a 8 della sequenza per un totale di  10[11, 12, 13, 15, 16, 17] volte.

fare 3 ferri dir
asole-rov del lav-4dir,1gett,2ass al dir,*7dir[7, 8, 8, 9, 9, 9], 1gett,2ass*rip altre 2 volte,dir fino alla fine.

lav 3 ferri dir poi chiudere al rov del lavoro lavorando diritto e in modo morbido.

designername

Crystal non è a suo agio senza i ferri in mano,oppuresi diverte a cucinaree assaggiare nuovi cibi con suo marito o fa costruzioni

con il lego assieme ai suoi bambini,

sogna vacanze ai Caraibi

e suona il piano.La trovate al suo blog:

, Green Mittens.

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      f
       

      Le misure dello schema sono in inch:1 inch=2,5cm
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Il tutto bianco per un battesimo:

mi scrive Marida:

“Carissima Marica!
Sono riuscita a finirlo da sola!
Non so se ti fa piacere, spero di si, ma ti allego le foto del completino che ho fatto a Costanza per il suo battesimo seguendo 2 dei tuoi modelli!
Sia il corpetto che il golfino incrociato li ho rifiniti all’uncinetto con un giro di archetti.

Grazie sempre per lo splendido lavoro che fai per noi!

un abbraccio
Marida

Mi piace la semplicità di queste realizzazioni e il “fatto in casa” con il cuore rende tutto più prezioso.

foto(458)

foto(457)

foto(456)

foto(455)

foto(454)

…e , presente come sempre ,una delle lettrici più affezionate,NonnaLu, non è voluta essere da meno, e ha realizzato questo, un po’ di classico stile italiano aggiunto ad un modello francese, peccato che non si vedano bene i ricami, ricorda le cose della”Bellini”,di Firenze, qualche nonna se la ricorderà..

foto(459)

E’ sempre con grande piacere (e soddisfazione) che ricevo e pubblico le vostre creazioni.

Oggi ho sia i lavori di una allieva: Maria Teresa che scende dai colli vicino Roma,per venire a lezione da me:

foto(451)

foto(452)

foto(453)..credetemi, per una assoluta principiante ,è un risultato meraviglioso!

mentre sono in attesa delle foto dei lavori delle mie altre allieve, ora vi mostro quelle delle mie allieve “virtuali”:Gloria,che ha saputo reinterpretare un modello di Phildar addolcendolo e arricchendolo,

la cappetta foderata ad esempio o il pull con i bordi pompom

MAGLIA PONPON(1)

GILET CAPE(1)

GILET CAPE 2(2) Siccome so che mi chiederete la spiegazione , gioco d’anticipo ed eccola:

https://lamagliadimarica.com/2011/11/17/dallultimo-catalogo-phildar-layette/

E infine l’abitino di Ilaria, pubblicato qui:

https://lamagliadimarica.com/2012/02/19/scamiciato-giallo-da-12-mesi-a-4-anni-ferri-45/

https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/227421_603936752959643_499847845_n.jpg

c9d004a2eaedb78181af23f8787aa3ee

Dopo questo post, i ferri accorcati non saranno più un mistero per tutte voi.e nemmeno per me!(onestamente mi facevano un po’ paura..) e ho scoperto che si possono fare in tanti modi:avvolgendo la m che rimane in attesa, facendo un gettato e poi lav assieme due m, lav 2 volte la stessa m…

Misura S-M-L..nel senso che va bene per tutte e tre le misure, se lo volete + lungo o + corto, basta montare + m.

COSA SERVE

5(6-7) gomitoli di  Givre Phildar( qui col  chartreuse)
ferri 5 mm
2 bottoni
campione: 10 x 10 cm = 18 m x 32 ferri

COSA BISOGNA SAPER FARE:
· legaccio : si lavorano tutti i ferri al dir.
· Picots : si fanno ogni 2 ferri ai lati del ferro:

infilare la punta del ferro destro nella prima m come per lavorarla al diritto,estrarre la m, ma non farla cadere dal ferro,rimettere sul ferro di sinistra  la m nuova e lavorarla, lavorare la m seguente e fare un’accavallata con la prima m.

ferri accorciati:
ogni 2 ferri  :
lavorare fino alle ultime 15m,passare la m succ sul ferro destro come per lavorarla al rovescio,passare il filo davanti al lavoro(verso di voi) rimettere la m passata sul ferro di sinistra e girare il lavoro e ricominciare a lavorare nell’altro senso.
Al ferro successivo lavorare fino alla m “avvolta” inserire la punta del ferro destro  nel filo che avvolge la m,metterlo sul ferro assieme alla m avvolta e lavorarle assieme.

ASOLE
ferro 1 : 2 m ass,1gett.
Rang 2 : lav le m e i gettati a legaccio.
·CHIUDERE LE M

lavorare il ferro di chiusura in modo morbido, e se non ci riuscite, usate un ferro di mezzo punto più grande.:
per chiudere le m:lav 2 m assieme,rimettere a sinistra la m ottenuta e di nuovo lav 2m assieme.. rip fino ad avere chiuso tutte le m..

SPIEGAZIONE
Si lavora in un unico pezzo, verticalmente cominciando dal davanti sinistro:
Montare 70 m, avremo un’altezza del davanti di 39 cm,lav 2 ferri diritti.
dal f succ, si lavorano i ferri accorciati e i picots: qu ndi ad un ferro si lavora fino alle ultime 15m, si avvolge la m, e si gira il lavoro, lasciando le 15m in attesa( sono la parte alta del lavoro, quella del collo), e al ferro succ si lavora tutto il ferro, fino alla fine, lavorando ,quando ci arrivate, la 16ma maglia  assieme al filo che la avvolge; allo stesso tempo, fare il picot sia all’inizio del ferro che alla fine.
lavorare in questo modo per  22 (23-24) cm (prendete la misura lungo il fondo).
PRIMA MANICA:
mettere in attesa le prime 40m( contandole dal baso) e lav le succ 30m sempre seguendo lo stesso principio dei ferri accorciati  , picots compresi: per cui invece di lav  55m prima del ferro accorciato ne lavoreremo 15:quindi,picot, 15dir, avvolgere la m succ, girare e rilavorare le 15m, fare il picot e al ferro succ lavorare tutte le 30m facendo il picot allo scollo .

lavoreremo in questo modo per  21(22-23) cm (misurati sul basso della manica).
lasciare le 30m della manica in attesa  e tornare a lavorare sulle 40m lasciate in attesa del corpo,lavorare diritto senza  fare i picot allo scalfo per 3(3-4) cm, poi riprendere a lavorare anche sulle m in attesa della manica.

e ora saremo sul DIETRO, che continuiamo a lavorare come fatto all’inizio: picot, lav fino alle ultime 15m, avvolgere la prima di queste 15m, girare, finire il ferro ,al f succ lavorare tutto il ferro, m avvolta assieme al filo che l’avvolge, e ricordandosi di continuare a fare i picots sia sopra che sotto, lavorare in questo modo per 37(39-41) cm ,misurati lungo il fondo.
SECONDA MANICA :
lavorarla come la prima.
DAVANTI DESTRO :
Continuare lavorando sempre a ferri accorciati e picots ,avendo alla fine per il davanti lo stesso n di ferri che abbiamo lavorato per il davanti sinistro ma MENO 4 FERRI,( due righe di legaccio)
..perchè a questo punto faremo le asole: la prima dopo aver lavorato 55m,la seconda  dopo 9m.
fare 3 ferri diritti su tutte le m e al quarto ferro chiudere tutte le m.sul rovescio  del lavoro lavorando diritto.

.

Altri modelli a ferri accorciati:qui

http://cleonis.com/tutos/ questo il link al blog dell’autrice, dove troverete un video sui ferri accorciati, da fare sul legaccio.

E qui la versione “bambina”:spiegazione QUI con un altro modo ancora di fare i ferri accorciati: inserendo un gettato..

https://lamagliadimarica.com/wp-content/uploads/2011/10/berg.jpg

Mi piacerebbe sapere se viene altrettanto bene con la tecnica del vestitino a sprone rotondo che vi ho presentato qualche giorno fa, in cui si lavorava la m 2 volte dopo aver girato e al ferro succ la stessa m si lavorava assieme alla succ, cioè alla prima delle m lasciate in attesa: non c’è che da provare!

Anche in questa versione della Droguerie:

http://frogginette.files.wordpress.com/2009/10/grr_4ans.jpg?w=584

per misure da nascita a 12 mesi :Cardigan ferri accorciati

Un gilet a ferri accorciati misura 6 anni:

Montare  112 m. con ferri 3 , usate ferri 3,5 per il montaggio risulterà + morbido, poi lavorate con il 3.
fate 6 ferri a legaccio
si inizia dl davanti sinistro
· 1 – lav 62 m. delle 112 m., lasciare le altre in attesa, girare il lavoro, lav le 62 m.
· 2 – lav  100 m. delle 112 m. girare il lavoro,lav il f di ritorno sulle 100m.
· 3 – lav 107 m. delle112 m. Girare il lav lav il f di ritorno sulle  107 m.
· 4 – lav le  112 m. e girare.
Ripetere questa sequenza .
A 19 cm  misurati lungo la parte bassa,(53 righe di legaccio) cominciare la prima manica.
lasciare le  62 m. del corpo in attesa,proseguire sulle 50m della manica lavorando a ferri accorciati prima su  38m ,poi su 45m, infine 50m..
A 75 righe di legaccio(contando solo quelle delle maniche al basso) riprendere le m lasciate in attesa e lav il dietro per 37cm(102 righe di legaccio) poi fare la seconda manica.

terminare   il davanti destro , e a 4 ferri dalla fine  fare 3 asole, lavorando sul ferro a distanza regolare tra diloro:2m assieme ,1gettato.
Poi dopo 2 ferri chiudere,
Scollo

potete riprendere le m attorno allo scollo e richiuderte al ferro dopo lavorando al dir.

 

 

 

..e per la bambola..

https://i0.wp.com/poussieresdetoiles.petitsmots.net/uploads/Mures3.JPG

per una bambola alta 40cm

circa  30g de lana,ferri  n°4, un bottoncino.
Si inizia dal davanti
Montare 35 m e lav 2 ferri a legaccio, poi iniziare i ferri accorciati:
• lav 20 m, lasciare  15 m sul f di sinistra e girare il lavoro ,fare un gettato, e lav le 20m.
• Al f succ lav le 20m e il gettato con la prima delle m rimaste in attesa ,lav 8 m e girare il lavoro lasciando in attesa 7m,fare un gettato e lav le 28m.
• Al f succ lav le 28m e il gettato assieme alla prima delle m rimaste in attesa ,lav 4m e girare il lavoro,lasciando 3 m in attesa ,fare un gettato e lav 32m,
• al f succ lav tutte le m lavorando il gettato con la prima delle 3m lasciate in attesa

lav il ferro di ritorno
ripetere tutta la sequenza per 6 cm(misurati lungo il fondo).
per le maniche :
• lavorare  15 m e lasciare in attesa le 20 m sul ferro destro, continuare i ferri accorciati sulle 20m, lavorando dapprima 8m,poi girare il lavoro ,fare un gettato, e lav le 8m.
• Al f di ritorno,lav le 8m,poi il gettato con la prima delle m rimaste in attesa,lav 4me lasciare le 3m in attesa,girare il lavoro e cominciare il ferro con un gettato,lavorare le 12 m.
• Al ferro succ lav tutte le m lavorando il gettato con la prima delle m rimaste in attesa  .

Ripetere questi ferri accorciati per 8cm(misurati lungo la parte è larga,il basso della manica)
per il dietro :
• Riprendere a lav su tutte le 35  m a f acc per 15cm(misura presa lungo il fondo)
Poi fare la seconda manica e il davanti destro allo stesso modo.

BERROCO è un brand americano, produttore di filati offre modelli sia free che a pagamento.

in passato ho già pubblicato modelli per bambini,come anche qualche borsa, altri sono già pronti per la pubblicazione.

Qui la lista dei modelli free, da donna, di cui vi do un assaggio nei due di oggi:

il primo un pull asimmetrico, il secondo un coprispalle sciallato.

Enjoy.. come dicono ..loro!

http://www.berroco.com/patterns/wakame

262_wakame_lg

Piacerà alle più giovani questo bel pull asimmetrico,da fare in cotone, ma anche in lana per il prossimo autunno.http://www.berroco.com/patterns/wakame

MISURE

Small( Medium, Large and X-Large )

MISURE CAPO FINITO-
torace-100cm(110-120-130)
lunghezza –54,5cm(55-57-57,5)dalle spalle al punto + basso-
Per le misure vedere lo schema cliccando il link all’originale-misure in inch,1 inch=2,5cm
il capo veste piuttosto comodo, tenetene conto.
COSA SERVE

Potete lav con filati diversi che si lavorano con misure di ferri diverse:
Versione-A: 5(6-6-7) gomitoli  Berroco Weekend (100 gr),col #5907 Mouse  ferri 4,5
Version-B: 5(5-6-7) gomitoli Berroco Vintage (100 gr),col #5105 Oats ferri 5

campione
18 m = 10cm; 24 ferri =10cm a m rasata con Love It ferri 5
18 m = 10cm; 24 ferri =10cm a m rasata con Pure Merino ferri 5,5

In questa lavorazione è molto importante il campione.

COSA BISOGNA SAPER FARE

diminuzione a gruppi(per evitare gli scalini):

2m assieme ritorte o SSK in inglese, la procedura rispetto a due ass rit, è differente ma a me sembra che il risultato sia lo stesso.

aumento intercalare:

cuciture:

L’immagine qua sotto vi mostra come si fanno le cuciture con un bordo in evidenza, ma non ho trovato un video che ve lo mostri..

https://i0.wp.com/www.berroco.com/sites/default/files/patterns/262_wakame_D_lg.jpg

Cucitura a punto materasso(invisibile)


Nota 1
Davanti e dietro sono lavorati in 2 sezioni,il dav sin come il dietro sinistro.

le dim per gli scalfi del dav ds  come il dietro sin,ma le dim del davanti sono diverse per collegarsi alle dim del dav dello scollo.

Nota 2
Dove non è diversamente specificato ,lav le dim all’inizio dei ferri sul dir del lavoro  in questo modo : 2 dir,2ass ritorti,le dim alla fine del ferro sul dir del lavoro invece :2ass al dir, 2 dir.
Tutti gli aumenti sono intercalari

DIETRO SINISTRO
Con i ferri diritti,montare  45(50-54-58) m. lav a m rasata aumentando 1 m a 2m dall’inizio del ferro  di ogni ferro dir, ogni 6 ferri per 9(4-6-6) volte,quindi ogni 8 ferri per 9(13-12-12)volte. ALLO STESSO TEMPO, quando il pezzo misura 32,5 dall’inizio ,finendo con un ferro sul rov del lavoro, mettere un segno all’inizio dell’ultimo ferro lavorato per l’inizio dello scalfo
Continuare a lav gli aumenti all’inizio dei ferri dir,dim 1m  alla fine dei ferri diritti per o scalfo ad ogni ferri dir per 8(11-13-17) volte, quindi ogni 2 ferri diritti(un f dir sì e uno no) per  8(7-7-5) volte Finiti gli aumenti e le diminuzioni lav ancora se necessario sulle rimanenti 47(49-52-54) m fino a che lo scalfo misura 20cm(22-22,5-22,5),finendo al dir del lav.
SPALLE: chiudere 6m(7-8-9) allo scalfo 1 volta,quindi  5(6-8-9) m 1 volta per le spalle,finendo al rov del lavoro.
Chiudere le rimanenti 36m per il dietro del collo.
DIETRO DESTRO
Montare  43(47-52-56)m. lav a m rasata ,dim 1m a 2m dalla fine di ogni ferro dir  ogni 6 ferri per  11(10-9-9)volte,quindi ogni 8 ferri per  5(6-7-7) volte e allo stesso tempo quando il pezzo misura 24,5cm dall’inizio,finendo sul rov del lav , segnare la fine dell’ultimo ferro lavorato  per l’inizio dello scalfo,continuare  a lav facendo le dim  alla fine dei ferri diritti,diminuendo 1 m all’inizio dei f dir per lo scalfo ad ogni ferro dir,per  8(11-13-17) volte,quindi ogni 2 ferri dir per  8(7-7-5) volte.
Finiti aumenti e dim ,lav ancora sulle rimanenti  11(13-16-18) m fino a che lo scalfo misura 20cm(22-22,5-22,5) sul rov del lav.
SPALLE: chiudere   6(7-8-9) m al bordo dello scalfo ancora 1 volta quindi  5(6-8-9) m un’altra volta.

DAVANTI SINISTRO
Lav il davanti sinistro come il dietro destro

DAVANTI DESTRO
Montare 45(49-54-58)m e lav a m rasata.Aumentare 1m a 2m dall’inizio di ogni ferro diritto  ogni 4 ferri per 3(1-6-6) volte, quindi ogni 6 ferri ogni 15(17-12-12) volte.ALLO STESSO TEMPO, quando il pezzo misura 32,5cm dall’inizio, finendo sul rov del lavoro , mettere un segno all’inizio dell’ultimo ferro lavorato per segnare l’inizio dello scalfo.,
Continuare a fare gli aumenti all’inizio dei ferri diritti,e diminuire 1m a due m dalla fine dei ferri diritti ad ogni ferro diritto per 8(11-13-17) volte, quindi ogni 2 ferri diritti per  8(7-7-5)
volte.

Quando avrete completato tutti gli aumenti all’inizio dei ferri diritti,lav ancora se necessario su questo bordo, mentre continuate a fare le dim per lo scalfo. fino a che lo scalfo misurerà  12 cm(12,5-14-15), terminando sul rov del lavoro.
SCOLLO

Continuando a lav le dim dello scalfo alla fine dei ferri sul dir del lavoro,chiudere 3m all’inizio di ogni ferro dir per 12 volte, passando senza lavorarla  la prima m di ogni gruppo di m chiuse per minimizzare lo scalino-(vedere tecnica di diminuzione a gruppi-)
una volta terminate le diminuzioni continuare a lav   e a chiudere le m  allo scollo e lav fino a 22 cm(2-22,5-22,5) finendo sul dir del lavoro.

SPALLE

Chiudere  6(7-8-9) m allo scalfo 1 volta,quindi  5(6-8-9) m.
MANICHE
Montare 45 sts. lav a m rasata  aumentando 1m a 2m dai bordi ogni 8cm(7-5-4.5) per  5(7-9-11) tvolte= 55(59-63-67) m.Lav fino a 45cm  e chiudere sul rov del lav.

Mettere un segno  ai lati dell’ultimo ferro lavorato.

ARROTONDAMENTO DELLA SPALLA
Sul dir del lav-2dir,fare una doppia accavallata(passare 1m senza lavorarla, lav 2m ass, accavallare la m passata su quelle lavorate),poi lav dir fino alle ultime 5m,lav 3 m assieme al dir, quindi 2 dir.=  51(55-59-63)m, ripetere queste dim  ad ogni ferro sul dir del lavoro per altre 2(3-3-5) volte, quindi dim 1m ai lati ad ogni ferro diritto per  21(21-23-21) volte finendo al rov del lavoro.

Chiudere l’ultima m.
FINITURE
Cucire le sezioni del dietro assieme sul dir del lavoro ,ripetere con quelle del davanti,cucire le maniche agli scalfi   sempre sul dir del lavoro facendo combaciare i segni

Queste cuciture si fanno accostando le due parti, rov contro rov, e lavorando sul diritto proprio sotto la prima m esterna. .
Cucire fianchi e le maniche a punto materasso. maniche nel solito modo.

IL CARDIGAN-SCIALLE

270_leilani_lgLeilani _ Berroco

Misure

Small-medium-large

Misure capo finito

torace(chiuso)-95cm(105-115)

Lunghezza –62,5cm  misura presa sul dietro al centro dalla nuca al fondo

Il tipo di modello si presta a vestire facilmente taglie diverse

Materials

10(11-12) gomitoli Berroco Linsey (50 grs), col#6557 Driftwood

Il modello della foto :

13(15-16) gomitoli Berroco Linen Jeans (50 grs), col#7405 New Khaki

ferri diritti(o circolari lunghi 80 cm) n 5,5 (o il n che serve a farvi ottenere  il campione)

2 segnapunti.

CAMPIONE

19m x  26 ferri=10cm a m rasata

DIETRO

Con i ferri diritti montare 165(175-185) m.

ferro1 -dir del lav-: 80dir(85-90), 2assieme ritorti, segno, 1dir,segno,2ass al dir,80dir(85-90)=163(173-183)m.

  ferro succ: rovescio.

Lavorando a m rasata continuare a dim 1m ai lati dei segni in questo modo ogni 4 ferri per  19(16-14) times,quindi fare le dim ad ogni ferro dir per 29(35-39) volte.  lav fino a 62,5cm (misurati sul dietro dalla nuca al fondo),finendo ad un ferro rov.

Chiudere.

Misurare 20cm(22-22,5) dal ferro di chiusura per indicare l’inizio degli scalfi..

DAVANTI SINISTRO

Con i ferri diritti montare 81(85-91)m.  lav 2 ferri a m rasata,finendo con un ferro rov.

Scollo:  ferro succ-dir del lav: dir fino alle ultime 2m,2ass al dir= 80(84-90) m.  Continuare a lav diminuendo 1 m allo scollo ad ogni ferro diritto per altre  41(39-36) volte, quindi  continuare le diminuzioni ma ad OGNI FERO  per altre 20(24-30) volte= 19(21-23) m.  lav fino a che il pezzo misura 42,5 cm dall’inizio(misurati lungo il bordo ) finendo sul rov del lavoro,poi al f succ chiudere.  Misurare 10cm(12-12,5) dal ferro di chiusura  lungo il lato diritto e mettere un segno per l’inizio dello scalfo sinistro.

DAVANTI DESTRO

Con i ferri diritti montare  81(85-91) m.  lav a m rasata per 2 ferri,finendo al rov del lavoro.

SCOLLO:  f succ-dir del lavoro:  2ass al dir,dir fino alla fine= 80(84-90)m.  Continuare a dim 1 m allo scollo ad ogni ferro dir per altre  55(59-65) volte, quindi ogni 4 ferri per  6(4-1)volte= 19(21-23) m.  lav fino a che il pezzo misura 55cm dall’inizio(misurati lungo il lato dir sinistro)  finendo sul rov del lavoro.Chiudere

Misurare 10cm(12.12,5) dal ferro di chiusura e mettere un segno per l’inizio dello scalfo destro.

MANICHE

Con i ferri dir montare  on 66(70-76) m.  lav a m rasata per 2,5cm,finendo al rov del lavoro.

al f succ, sul diritto del lavoro fare gli aumenti:  1 dir, 1 aum,dir fino all’ultima m, 1 aum, 1 dir= 68(72-78) m.  Rip questi aumenti ogni 2 ,5 cm per altre 4 volte= 76(80-86) m.  lav fino a che la manica misura 15cm dall’inizio finendo al rov del lav, al f succ chiudere.

l’immagine qua sotto vi mostra le diminuzioni:

https://i0.wp.com/www.berroco.com/sites/default/files/patterns/270_leilani_D_lg.jpg

FINITURE

Cucire le spalle, attaccare le maniche agli scalfi tra i segni,cucire i fianchi e i sottomanica.

le misure dello schema sottostante sono in inch,1 inch=2,5cm

Quest’altro, sempre topdown, ma senza maniche e da fare in lino.

15-2 SPIEGAZIONE IN ITALIANO

https://i0.wp.com/p7.storage.canalblog.com/74/65/420850/71416937.jpg

un modello ultra facile, con qualche piccola accortezza per raggiungere..la perfezione!

Ricordate, attenzione nel lavaggio, il legaccio tende ad allungarsi, per cui se avete una mano lenta, usate ferri più piccoli.

Ricordate, il legaccio..non si stira!

CARDIGAN LEGACCIO 6/8 anni

http://ptepimprenelle.canalblog.com/archives/2011/12/29/23050687.html

cosa serve:
ferri 6,5
ferro per attesa maglie
4 gomitoli-lana o cotone,il n di gomitoli dipende dalla pesantezza del filato, una fibra acrilica o mista pesa meno, il cotone in genere, è più pesante.

3 bottoni
★ Si lavora in un unico pezzo, cominciando dal dietro,a legaccio

campione-14m per 10cm
REALIZZAZIONE
Montare 56 m e e lav a legaccio per 26cm.
Aggiungere  32 m ai lati  per le maniche=120m
lav diritto per 32 ferri ,poi chiudere sul dir del lav le 22m centrali per lo scollo,in questo modo :
lav 49m,chiudere 22m,lav 49m .
Continuare a lav sul davnti sinistro lasciando il dav destro in attesa. (oppure lavorare sulle due parti con 2 gomitoli:consigliato)

lav 8 ferri dir ,poi iniziare gli aumenti sui davanti,ogni 2 ferri ,sul dir del lavoro:
ferro 9 : + 1 m (fare un aum intercalare  a 1m dal bordo del davanti)

ferro11 :+1m(idem)
ferro 13 : + 1 m(idem)
ferro 15 : + 2 m (sempre a 1m dal bordo:1 m, 1 aum int ,1m, 1 aum int,1m)

ferro 17 : + 2 m(idem)
ferro 19 : + 2 m(idem)
ferro 21 : + 3 m (sempre a 1m dal bordo:1 m, 1 aum. interc,1 m, 1 aum. interc, 1 m, 1 aum. interc,1 m)=61m
Al ferro 23, fare 1 asola a 2 m dal bordo:1 gettato, 2 m assieme.
lav 10 ferri poi chiudere le 32m della manica=29m.
lav poi il n di ferri  necessari per arrivare alla stessa altezza del dietro(in questo caso 70 ferri) facendo altre 2 asole a circa 4-5 cm di distanza

Chiudere sul rov lavorando diritto.
lavorare l’altro lato allo stesso modo.(se non lo avete lavorato contemporaneamente)

 

CARDIGAN LEGACCIO 3/6 mesi

cosa serve
ferri 6,5

campione-14m per 10cm
ferro per attesa maglie
2 gomitoli lana”
3 bottoni

Si lavora in un unico pezzo cominciando dal dietro e sempre a legaccio.

 REALIZZAZIONE
Montare  34 m e lav diritto per 15cm,aggiungere 14m ai lati per le maniche =62m
lav dir per 24 ferri poi chiudere ,al dir del lavoro le 16m centrali, in questo modo:
lav 23m,chiudere 16m, lav 23m.
Si continua a lav ora solo sul dav sinistro,lasciando il ds in attesa(o su entranbe le parti, con 2 gomitoli)
lav 5 ferri dir ,poi ,al diritto del lavoro iniziare  a fare gli aumenti ogni 2 ferri sulla parte centrale a 1m dal bordo, in questo modo:

ferro 5 : + 1 m (fare 1 aum int,a 1m dal bordo)

ferro 7 : + 1 m
ferro 9 : + 2 m (1 m, 1 aum. interc., 1 m, 1 aum. interc, 1 m)

ferro 11 : + 2 m
ferro 13 : + 3 m (1 m, 1 aum. interc., 1 m, 1 aum. interc, 1 m, 1 aum. intercm., 1m)=32m

Al ferro 15 fare un’asola a 2m  dal bordo(1 gett 2 m ass)
lav 10 ferri poi chiudere le 14m della manica=18m.
lav poi il n di ferri necessari a raggiungere la stessa lunghezza del dietro(52 ferri circa) facendo altre 2 asole a 4/5 cm di distanza.

quindi chiudere  sul rov lavorando diritto.

fare l’altro lato allo stesso modo.

Il corpetto di Marìca

Terminato velocemente il corpetto per Flavia, ho finito il bordo a “dente di gatto”.
Ho seguito le misure del modello di Sandrine, misura 4 anni, senza fare il punto traforato ma facendo gli aumenti a gettato ai raglan, se scorrete indietro ritrovate la spiegazione,QUI: /https://lamagliadimarica.com/2013/05/18/vestito-destate-di-sandrine-et-compagnie/:

Per fare i due dietro, ho mantato lo stesso n di m per entrambi, poi ho ripreso le m lungo i bordi e ho lavorato a legaccio,creando 4 asole da una parte..

Quindi sul diritto del lavoro ho ripreso le m(24m mi pare con i ferri 3), ho lavorato un ferro dir sul rov del lavoro, poi al succ ferro dir, iniziando dal basso, dopo 2m, ho fatto un gettato, poi 2m assieme, ancora 5m dir, poi 1 gett, 2m ass, altre 2 volte fino alle ultime 2m, poi ancora 2 ferri dir, e al succ sul rov del lavoro, ho chiuso le m.

Stessa cosa dall’altra parte ma senza le asole.

Alla fine del corpetto ho lavorato un ferro a “dente di gatto”, in questo modo: sul ferro dir:1 dir,”1 gett,2 assieme” da ripetere per tutto il ferro, si finisce  con 1 dir.

Si lavorano ancora 5 ferri a m rasata poi al f succ si chiudono le m, si ripiega il bordo verso l’interno e con un ago e lo stesso filo si cuce sul rovescio quindi.

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Mi è rimasto del filo e del tessuto e ne farò un altro per la cuginetta, ma a fascia.

Vi avevo già presentato questo bel libretto di Adalberto Invernizzi, sulle sue esperienze di lavoro in paesi lontani, ora,sperando di farvi cosa gradita, ve ne do un assaggio, presentandovi delle “pillole” del libro.

Per un numero di anni che, mi rendo conto ora, è veramente considerevole, ho lavorato e vissuto in cantieri di costruzione in zone remote in Africa, in Medio Oriente ed Estremo Oriente.

Le pagine che seguono sono ricordi di fatti effettivamente avvenuti in questi anni. Intendiamoci bene. Non tutti i fatti sono avvenuti alle persone, nei luoghi e nei tempi riportati, ma sono avvenuti. Alcuni li ho vissuti in prima persona, altri mi sono stati raccontati da amici di assoluta fiducia ed affidabilità. Non ho dubbi quindi che siano veri. Alcuni personaggi poi sono in effetti la somma di più persone, persone che comunque  ho effettivamente incontrato.

Il fatto è che tutti gli eventi, vissuti in prima persona, oppure semplicemente raccontati da altri, sono ormai un’unica cosa nella mia memoria e ne fanno una matassa praticamente inestricabile dove è difficile distinguere il filo dal colore deciso e netto di ciò che si è vissuto in prima persona da quello di colore più incerto di ciò che si è sentito raccontare. Devo anche dire che questa mescolanza di colori mi appare persino più interessante e più ricca di sfumature.

Perché poi mettersi a dipanare questa matassa?.

Bella domanda.

Devo dire che ci ho pensato parecchio, prima di mettermi a scrivere queste pagine, ed alla fine mi sono dato questa risposta: mi dava fastidio che questa parte di vita vissuta da me e da altri mi si confondesse in un ricordo sempre più sfocato e senza senso. C‘erano personaggi a cui ero affezionato e mi spiaceva che scomparissero così, senza lasciare traccia. Alcuni di questi infatti erano, e sono ancora, personaggi di tutto rispetto.

Tutti, dal capo cantiere al topografo, dal semplice montatore all’operatore di pala meccanica, mettevano l’anima nel lavoro, ci mettevano creatività, metodo e fame di esperienza. Molti poi avevano una sorta di consapevolezza, magari confusa, che quel che stavano facendo, il ponte, la diga, la strada che contribuivano a costruire, fosse una partecipazione, più o meno importante, ma comunque un contributo concreto alla realizzazione di un “mondo migliore”, anche se detto così sembrano parole grosse.

Quasi tutti sostenevano che non era solo lo stipendio, ancorché lauto, a muoverli e neanche solo lo spirito d’avventura, il desiderio di conoscere paesi nuovi, desiderio che pure era sempre presente.

“Lei non mi crederà, ma piantando questi maledetti picchetti lungo l’asse e le sezioni di questo canale, sono convinto di fare qualche cosa di buono anche per gli altri, per quelli che qui ci verranno a campare una vita magari meno grama proprio per via di ‘sto canale”, mi disse una volta un topografo in mezzo al deserto siriano, dove stava da settimane tracciando una rete di canali per un lavoro di bonifica

Ecco, volevo ricordarmi e raccontare un po’ di questo mondo, fatto di gente che vive e lavora lontano da casa, con i suoi problemi, i suoi interrogativi.

La filastrocca riportata all’inizio, che un cantastorie etiope mi aveva cantato accompagnato dal suo strano strumento a corda, una sera in una locanda nella periferia di Addis Abeba, mi aveva colpito molto. Quelle domande mi avevano seguito sempre ovunque andassi, anche perché non avevo mai trovato una risposta soddisfacente.

Anche per questo ho voluto ricordare e raccontare. Scrivere a volte chiarisce le idee e le fissa.

Un’altra cosa. Consiglierei di dare una scorsa ai cenni storici, prima di leggere il testo. Aiutano a capire la tragicità della situazione nel Sud del Sudan nel quale si svolgono quasi tutti i fatti, situazione che dovrebbe registrare nel futuro un cambiamento radicale con la costituzione, avvenuta il 9 Luglio 2011, dello stato indipendente del Sud Sudan.

LA GARA D’APPALTO

Aprile 1982

Ricordo che quando negli uffici della Società arrivò la documentazione di gara per l’appalto dell’impianto, faticammo non poco a trovare sulle carte topografiche il sito dei lavori.

Sui tavoli dei tecnigrafi (allora si usavano ancora) rovesciati in piano come dei tavoli, erano stese carte topografiche, mappe stradali e geologiche, ed in molti le scrutavamo nella speranza di trovare il luogo sconosciuto e sperduto dove la Società avrebbe dovuto costruire l’impianto, se vincitrice della gara d’appalto internazionale.

“Ma dove cazzo si trova ‘sto posto”, sbottò il geometra P, responsabile dell’ufficio offerte, non proprio quello che si dice un raffinato conversatore ma con un’esperienza professionale di tutto rispetto.

“Se non si trova in culo alla luna a noi non interessa, non ci divertiamo, dico bene ‘ngegnè ?.”

Non aveva tutti i torti.

L’impianto doveva essere infatti realizzato sulla montagne dell’Upper Talanga, nella ”Imatong Central Forest Reserve”, nella regione di Equatoria, nel Sud Sudan. Nel cuore dell’Africa nera.

Difficile trovare a questo mondo un posto più a Sud del Sud Sudan. Difficile trovare un posto più arretrato anche dal punto di vista delle condizioni di vita o di sopravvivenza ma anche più interessante, se è per questo, dal punto di vista della fascino dei luoghi. Le due cose spesso vanno di pari passo d’altronde.

Perché poi, effettivamente, tutti i lavori che ci capitavano fossero, come diceva il geometra, “in culo alla luna”, questo non l’ho mai capito. Di fatto era così. Ci eravamo specializzati in lavori in luoghi remoti e disagiati ed un cantiere facilmente raggiungibile, normale, non ci capitava neanche per caso.

In Nigeria avevamo costruito case, acquedotti, impianti vari, sul Mambilla Plateau, 2.000 metri di quota, dodici ore di Land Rover per raggiungerlo dal luogo abitato più vicino e, se era piovuto, il che nella stagione delle piogge succedeva ogni giorno, ce ne volevano ventiquattro di ore. Ventiquattro ore su strade argillose o in Laterite[i] che diventavano scivolose come fossero di sapone


[i] Laterite. Dal latino later, mattone. E’ una formazione di superficie presente in aree tropicali a clima caldo-umido, ricca di ferro e alluminio, che si sviluppa con la meteorizzazione intensa e di lunga durata della roccia madre sottostante. La presenza di ossidi di ferro, è all’origine del loro colore rosso-marrone. La laterite tipica appare porosa e simile all’argilla.

Lungo il percorso trovavi villaggi sperduti di capanne di paglia e fango, dove non avevano ancora scoperto i pantaloni e la camicia e si diceva che in certi periodi dell’anno facessero ancora sacrifici umani. Lo strano era che i pantaloni non li avevano ancora adottati ma la bicicletta sì. A sera, spesso, potevi vedere lungo le strade sterrate che collegavano un villaggio ad un altro, in mezzo al bush[i] o alla savana, un omino in bicicletta, col perizoma o gonnellino, con la lancia legata alla canna della bicicletta, l’arco e le frecce a tracolla, che si dirigeva al luogo prescelto per la caccia. Sperava di portare a casa qualche francolino, una pernice, una lepre e far fare alla numerosa famiglia una cena migliore.

Tra l’altro in questi posti ti capitavano talvolta anche piacevoli, assolutamente imprevedibili, sorprese. Ad esempio, in uno di questi villaggi lungo il percorso per il Plateau, avevo avuto la ventura di mangiare, per la prima volta in vita mia, un meraviglioso stufato d’asina, squisita specialità di Parma.

Le cose erano andate così. Nei pressi del villaggio il governo nigeriano aveva commissionato ad una società parmense, rinomata nel settore del macchinario per la produzione del concentrato di pomodoro, una piantagione di pomodori ed una fabbrica di concentrato, appunto. La piantagione veniva realizzata sotto la supervisione di un agronomo che risiedeva nel villaggio per buona parte dell’anno, sorvegliando la crescita dei preziosi pomodori.

Passavo periodicamente di lì ogni volta che dovevo raggiungere il Plateau per la visita di supervisione dei lavori che la Società stava eseguendo lassù e spesso interrompevo il viaggio per una visita all’agronomo. Tipo alto, magro, sempre abbronzato, e vorrei ben vedere con la vita all’aria aperta che faceva, sui quarant’anni, lo sguardo leggermente assente di chi è abituato a stare sempre da solo, la prolissità nel parlare di chi è abituato a stare sempre zitto. Marcato accento parmense.

Nella sua villetta si era circondato del necessario per vivere il più agiatamente possibile. Una fornita raccolta di cassette di film e musica, vari frigoriferi pieni di ogni leccornia europea, generatore elettrico, bottiglie di vino italiano, una ‘domestica’ tuttofare, una bella yoruba[i] dagli occhi neri come perle nere e dalla pelle vellutata dai riflessi viola. Inoltre, allevava con cura, a scopo puramente culinario, un’asina ed un paio di gazzelle alle quali dava da mangiare le cose migliori, in attesa che arrivassero al peso ottimale.

Una sera, in transito verso il Plateau, ospite suo, “vè mo chi” , mi disse, “che stasira at fag mangier quel da alchert i did”, stasera ti faccio mangiare qualcosa da leccarti le dita, e mi venne servita questa prelibatezza: lo stufato d’asina. Eccezionale.

In Etiopia avevamo lavorato nell’Illubabor Region e nella Kaffa Region. Anche qui giornate di viaggio da Addis Abeba, in mezzo ai monti, incontrando pochi sperduti villaggi

Catene di montagne che si perdevano nell’azzurro del cielo. Lungo le strade sterrate qualche viandante con il caratteristico bastone, o con un vecchio fucile, spesso il nostro vecchio modello ‘91, lascito della nostra passata presenza civilizzatrice, messo di traverso sulle spalle a sostenere le braccia allargate, come in croce.

Adesso ci toccava il Sud Sudan. L’Imatong Central Forest Reserve. Mica scherzi in fatto di remoteness.

Per i vecchi africaners che sono ancora lì a rimpiangere la vecchia Africa coloniale (sembra strano ma se ne trova ancora qualcuno), tipo: “Eh! La savana incontaminata, eh! la foresta vergine, gli animali allo stato brado che potevi cacciare, la caccia grossa, gli indigeni selvaggi, ecc. ecc.”, il Sud Sudan è rimasto l’unico pezzetto di Africa ancora a quello stadio.

In Kenya ti mettono in prigione se ti trovano con un pezzetto d’avorio grande come una biglia. Non parliamo della caccia grossa. Abolita totalmente. Ma non solo quella cosi detta ‘grossa’ ma anche quella ai volatili, alle pernici, ai francolini. E gli indigeni selvaggi?


[i] Yoruba. Tribù nigeriana del Sud Nigeria. Gli Yoruba sono un vasto gruppo etno-linguistico di circa 40 milioni di persone diffuso nell’Africa occidentale. Sono presenti soprattutto in Nigeria (costituiscono il 30% della popolazione nigeriana), ma anche in Benin, Togo e Sierra Leone. Nel periodo della tratta degli schiavi molti abitanti di queste regioni furono deportati nelle Americhe; si trovano comunità riconducibili al gruppo Yoruba anche in Brasile, Cuba, Porto Rico, Trinidad, nei Caraibi e negli Stati Uniti.

La religione tradizionale Yoruba è complessa e dotata di un ricco olimpo di divinità. Dal XIX secolo in poi, gli Yoruba si sono in gran parte convertiti al Cristianesimo (e in misura minore all’Islam). Tuttavia, una porzione significativa della popolazione Yoruba continua a praticare in qualche misura i culti tradizionali.

Durante il periodo coloniale e lo schiavismo la religione tradizionale Yoruba si è integrata con il cristianesimo e con le mitologie dei nativi americani. Questa combinazione ha dato luogo a numerosi nuovi culti, fra cui spiccano: Santería (Cuba, Porto Rico), Candomblé (Brasile), La religione Yoruba è anche uno degli ingredienti (insieme a molte altre influenze) della religione Vodun di Haiti, a cui è correlata la pratica del Vudù.


[i] Bush. Boscaglia. Macchia. Terreno a macchia, zona selvaggia.

.…ecco finora accontentatevi di questo, pubblicherò ancora qualche stralcio, ma , a questo prezzo, comperatelo..

Pagine tratte dall’eBook «Il Bulldozer e lo Stregone della Pioggia» di Adalberto Invernizzi (Simonelli Editore, € 3,99) 

© Worldwide Copyright Simonelli Editore srl

eBooksItalia.com

http://www.ebooksitalia.com/ita/detail_ebook.lasso?codice_prodotto=20130127193629690338

80782ada..non mi mancano   le idee: ho circa 700 modelli in archivio, in attesa di essere pubblicati.. ,ma , oggi ve ne ripropongo uno che avevo già pubblicato l’anno scorso,il cardigan arancio della Lion Brand a punto onda, che potrete fare anche in cotone.

Le oltre 1550 “followers”(iscritte) l’avranno già scaricato e conservato da qualche parte, ma una rinfrescata non guasta, è talmente carino ed è piaciuto a tante.( infatti sotto la spiegazione   ci sono anche i vostri commenti),anzi inizierò a farlo appena terminati gli abitini con il corpetto a maglia che sto facendo per Flavietta.

magari..in rosa(non siamo ancora usciti dal periodo rosa,  principesse, e Rapunzel e Peppa Pig, sono tornata da Londra con la collezione completa di magliette della Peppa, si trovano anche online, da Next, costano poco e ve le mandano a casa con spedizione free, come tanti altri capi  del loro fornitissimo catalogo:NEXT Peppa pig.

Consiglio le mamme con lo stesso problema (rosa, abbinamenti terribili ecc) di non entrare in conflitto, presto si stancheranno e passeranno magari al grigio.. e intanto vi esercitate per il periodo a venire ben più terrificante, quello dell’adolescenza, ma passerà anche quello..take it easy!

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la spiegazione  del cardigan,:https://lamagliadimarica.com/2012/02/26/cardi-arancio-punto-onda/

E’ sempre, eternamente, un topdown, ma le m del collo non si montano tutte assieme,: per creare un minimo di scollo(più scollato davanti ) ve le fa montare gradualmente; quindi si monteranno le m per dietro, maniche e alcune per i davanti, poi nei f succ, altre m fino a completare il n di m dei davanti, poi, a lavoro ultimato, riprenderete le m attorno allo scollo per fare il bordo.

51CQygC+HRL._AA258_PIkin4,BottomRight,-32,22_AA280_SH20_OU29_Fare maglia ,va bene, anzi ,benissimo, rilassa ed è creativo, quindi ci gratifica,ma..bisogna anche continuare a leggere, ed è stata una bella sorpresa questo bel libro, che mi sono scaricata sull’Ipad, e mi sono letta d’un fiato nel viaggio di ritorno da Londra.

Quindi che ne dite se inauguriamo una nuova categoria, quella dei libri?

Mandate le recensioni dei libri che più vi sono piaciuti, (come anche potremmo parlare di viaggi, o di bambini..siamo donne ,e quindi pare che di circolare abbiamo non solo i ferri, ma anche il pensiero!

Si legge come un romanzo, e del romanzo ha la leggerezza, ma i temi trattati sono reali, e leggendolo si apre  una finestra su una realtà, di cui noi occidentali,cresciuti in paesi diciamo così “sviluppati” ,non abbiamo idea.

mai pesante, pur trattando temi importanti, ma anzi mette la voglia di approfondire.

Aspettiamo i prossimi libri di Adalberto Invernizzi.

“Un giorno l´ingegner Adalberto Invernizzi, piemontese arrivato in Sudan per costruire uno stabilimento per la produzione del tè, inseguendo una gazzella capitò in un piccolo convento copto nel deserto. I due monaci che vivevano laggiù offrirono all´ingegnere un pasto frugale e dopo aver mangiato uno dei due gli domandò: perché sei qui, nel mezzo del deserto, così lontano dal tuo paese? Per lavoro, rispose. Sì, capisco, disse il monaco, ma la ragione vera qual è? Per i soldi, dato che ci pagano bene. Non credo che sia solo questo, disse ancora il religioso: chi viaggia o lavora in posti così lontani lo fa per fuggire disperatamente da qualcosa o per cercare disperatamente qualche cosa. Tu da cosa fuggi o cosa cerchi?

Come la maggior parte dei piemontesi Invernizzi è poco portato a perdersi in speculazioni. Nel suo libro Il bulldozer e lo stregone della pioggia si limita a raccontare quello che vede e la vita di tutti i giorni in un cantiere africano negli anni Ottanta. Racconta di sciamani morti per far piovere, ragazze uccise per amore, solitudini europee e americane nei pochi hotel coloniali, leggende come la legione scomparsa, quella che Nerone mandò alla ricerca delle fonti del Nilo e che non tornò mai più per dare vita alla tribù dei Masai. Racconta del lavoro inutile di costruire ponti, canali, fabbriche per dare lavoro ma che l´ennesimo golpe o l´ennesimo esercito di liberazione renderà inservibili. No, non sono i soldi, non è la missione quello che porta certi uomini così lontano.”

di dario olivero
Twitter: daolivero

Il libro , si compera QUI:http://www.amazon.it/Bulldozer-Stregone-della-Pioggia-ebook/dp/B00B73TDIO

con 4,11 euro.